Giovanna Vicarelli, Donne di medicina: Il percorso professionale delle donne medico in Italia, Il Mulino 2008

Giovanna Vicarelli “Donne di medicina: Il percorso professionale delle donne medico in Italia” Soc. Ed. Il Mulino 2008

Il volume, scritto da Giovanna Vicarelli con l’aiuto di alcuni collaboratori (il terzo capitolo si deve a Roberto Giulianelli mentre il quinto a Micol Bronzini ed Elena Spina), parte dalla posizione configurazionalista del sociologo Elias per analizzare in una prospettiva marcatamente multidirezionale la dinamica professionale delle donne medico in Italia a partire dalla seconda metà del XIX secolo fino ai giorni nostri, ponendo poi a confronto l’immagine emersa con il percorso delle medichesse in altri paesi europei.

La tesi di fondo, esplicitata sin dalla prefazione, è che, quando si parla di organizzazione sanitaria, si ha a che fare con una “socially situated practice”: proprio questa convinzione porta gli autori ad una analisi a tutto campo dell’evoluzione della professione medica in Italia con particolare attenzione al ruolo che via via è venuto a ricoprire in questa dinamica “l’altra metà del cielo”. Interventi normativi, modelli culturali, processi sociali, niente è lasciato da parte in un lavoro che riesce altresì a coniugare una visione generale con l’attenzione all’esperienza biografica di figure esemplari ed esemplificative di importanti protagoniste del panorama medico della nostra storia,dando vita ad uno scritto allo stesso tempo di piacevole lettura e di grande valore scientifico, attentissimo alla documentazione (è presente anche un’utile appendice statistica) e alla complessità del tema, che mai cede alla tentazione di un’interpretazione semplicistica.

Gli obiettivi e la prospettiva teorica e metodologica adottata sono chiaramente dichiarati nel primo capitolo, che presenta anche un piccolo resoconto delle posizioni per così dire tradizionali adottate da varie scuole sociologiche. Dopo i tre capitoli dedicati specificatamente al contesto italiano, passato e presente, ed al ruolo qui assunto dalla femminilizzazione della professione medica, l’ autrice ci propone un interessantissima comparazione con altri paesi europei, in particolare con l’area scandinava (che presentano i tassi di femminilizzazione più alti), la Gran Bretagna , la Francia e la Germania cercando in questo confronto un ulteriore spunto per l’avanzamento di ipotesi circa le interrelazioni tra il percorso delle donne medico e i diversi contesti, sociali, politici e culturali, in cui queste si sono trovate ad operare.

Evidenziando anche i possibili temi di ricerca per studi futuri, il volume riesce dunque a riconoscere in ogni sua forma l’infinita complessità del tema affrontato, dando allo studio di questo un prezioso contributo.dent

Letizia Thiella

Studentessa del secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in

Logica, Filosofia e Storia della Scienza

Notiziario On-Line della Facoltà di Medicina e Chirurgia

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