Potremmo riassumere in due punti la situazione senza precedenti che si è creata tra Milano e Roma. Primo, la democrazia si fonda sul rispetto delle regole, un principio di legalità che pone tutti i cittadini, uomini politici compresi, su un piede di parità di fronte alla legge. Si dirà che ormai è pura retorica, come chiunque può constatare di persona quando si trova alle prese con le mille vessazioni e le mediocri ingiustizie del vivere quotidiano. Eppure il principio è irrinunciabile, come dimostra la storia delle grandi democrazie occidentali. Se in Italia ne abbiamo smarrito il senso, questo dimostra il grado di rassegnazione civile di un paese che vive, forse in modo inconsapevole, dentro un’estesa e limacciosa zona grigia.
Ne deriva che il «pasticcio delle liste elettorali», come lo ha definito il presidente della Repubblica, è diventato il simbolo di una condizione approssimativa in cui le leggi, ossia le regole, non sono uguali per tutti …..
segue qui: I pasticci delle candidature tra legalità e buonsenso – Il Sole 24 ORE
