Bisogna dire: «Si chiude una porta, si apre un portone». È il modo migliore per esprimere efficacemente l’inebriante spazio che si apre alle soglie della vecchiaia quando, conclusa l’attività lavorativa, si fanno i conti con gli anni che, con ogni probabilità, ancora restano da vivere. Tanti anni, sempre di più man mano che avanza la possibilità di campare a lungo e in buona salute. In Italia gli ultracentenari sono ormai più di seimila! La prima reazione, dopo decenni regolati dalla sveglia, è di disorientamento: e adesso cosa faccio? Per le donne la risposta è facile: aiuto i miei familiari, mi metto a disposizione delle loro esigenze. Ma il pericolo è in agguato perché le richieste dei parenti sono infinite. Meglio calcolare anche se stesse tra le persone di cui prendersi cura e ricercare il proprio benessere oltre a quello degli altri.
da: ALTRI MONDI
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