Dalla competizione all’Alleanza. Superando i vecchi steccati che in passato hanno diviso la Confcooperative, le coop bianche di matrice cattolica, da quelle rosse della Legacoop e le verdi, laiche e liberaldemocratiche, dell’Agci.
Erano anni che ad ogni assemblea veniva lanciata l’idea di superare le divisioni. Ieri è accaduto, con la nascita dell’Alleanza delle cooperative italiane, un logo con tre C, fondo blu con in mezzo i tre colori, verde, bianco e rosso, nel rispetto dell’ordine alfabetico.
«Un progetto che avrà il ruolo di rafforzare il movimento cooperativo in Italia», è stato il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
La formula è quella del “coordinamento stabile”, ma l’obiettivo è molto più ambizioso: avere una rappresentanza forte per contare di più nei rapporti con le istituzioni, con le altre organizzazioni imprenditoriali, con i sindacati.
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un fatturato complessivo di 127 miliardi, 43mila imprese, oltre 12 milioni di soci e un milione e 100mila occupati, numeri che rappresentano il 90% del settore.
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L’Alleanza avrà un esecutivo di 24 membri, un direttivo di 90 dirigenti, ci sarà un’agenda degli impegni comuni. Saranno costituiti anche tavoli specialistici e si pubblicherà un Rapporto annuale sulla cooperazione italiana per mettere in evidenza la realtà economica.
