Vademecum sulla formazione professionale, a cura della Commissione Lavoro della Compagnia delle Opere

Vademecum sulla formazione professionale

La Commissione Lavoro della Compagnia delle Opere ha elaborato un vademecum che consente di orientarsi nel mondo della formazione professionale

“Mandateci in giro nudi” ma lasciateci liberi di educare” (Don Giussani)
“Nessuno può stare tranquillo finché anche una sola persona non ha un lavoro” (Don Giussani)
Queste due frasi sono all’origine dell’impegno della Compagnia delle Opere sull’educazione e sul lavoro. Un impegno che non ha disdegnato la riflessione critica e sistematica su questi due aspetti così decisivi della vita di ognuno di noi, ma che innanzitutto è partito da un guardare alle esperienze che man mano si vedevano emergere nei tanti tentativi che, come piccoli fiori, son nati nel nostro paese. Tentativi di dimensioni piccole e grandi, ma tutti a modo loro espressione di una libertà che si metteva in moto con gratuità, a volte ingenui, ma raramente banali e sterili.
La Commissione Lavoro della Compagnia delle Opere desidera con questo manifesto offrire a tutti un’occasione di confronto, un paragone sul ruolo della formazione professionale nell’ambito del panorama dell’offerta educativa, sulla sua capacità di farsi risposta alle esigenze delle persone, delle famiglie e del sistema economico.
L’educazione e il lavoro sono un valore.
Quindi formare al lavoro è un valore, la formazione professionale esprime un valore.
Questo valore può essere analizzato, misurato, modellizzato, ma prima di tutto deve essere riconosciuto. E il riconoscimento del valore della formazione professionale non può che partire dal riconoscimento di chi la fa.
Nel parlare di formazione professionale spesso ci si riduce a parlare di progetti; invece la formazione professionale è cosa, innanzitutto, di soggetti, di individui e di gruppi di persone che operano per affermare il valore della persona e del lavoro, per costruire gli strumenti – le competenze – per il lavoro, per realizzare le condizioni perché ciascuno possa sviluppare un proprio percorso di crescita e realizzazione umana, sociale, economica e professionale.
Con il termine formazione professionale si raggruppa un insieme molto articolato di azioni, di modelli, di metodologie, che a loro volta si rivolgono a tipologie di persone e a fabbisogni diversi ed eterogenei. Ma si tratta solo di diverse espressioni dello stesso valore, che richiede declinazioni specifiche per far fronte alla diversa natura dei bisogni cui si tenta di rispondere.
Lo scopo di questo documento è affermare e documentare (affermare perché è documentato) il valore che la formazione professionale rappresenta, ieri come oggi, e che deve essere sviluppato per il futuro del sistema sociale ed economico del nostro paese.

Quattro sono le dimensioni principali in cui si esplicita questo valore:

•la formazione professionale come politica educativa;
•la formazione professionale come politica per l’occupazione;
•la formazione professionale come politica per lo sviluppo;
•la formazione professionale come politica per l’integrazione sociale.

Questi ambiti di valore non sono tra loro esclusivi, ma sono anzi tutti compresenti, seppur in misura diversa, in ciascuno dei segmenti in cui si articola la formazione professionale. Ed a queste quattro dimensioni si informano le forme organizzative e di espressione dei soggetti che operano in quest’ambito ed anche le relazioni (le reti di cui tanto si parla) che questi soggetti – in quanto tali – sviluppano o possono sviluppare con le diverse istanze del contesto istituzionale, sociale ed economico a cui si riferiscono.

Per questo motivo, in funzione di ciascuna di queste dimensioni, si è voluto approfondire la conoscenza dell’obiettivo che principalmente si intende perseguire, le connotazioni che di conseguenza caratterizzano i soggetti e le azioni che essi mettono in atto ed anche quegli elementi, di natura sistemica, normativa, istituzionale ed anche economica su cui occorre lavorare perché la formazione professionale possa continuare ad esprimere quel valore fondamentale nella conservazione e nello sviluppo della nostra società.
Questo manifesto non si attarda a sviluppare un discorso astratto o un’elaborazione teorica; per questo, a costo di qualche semplificazione eccessiva, si è dedicata una stringata introduzione al tema dell’offerta educativa e ai suoi mali, per poi entrare nel merito delle proposte. Si è cercato di sistematizzare e sintetizzare quanto oggi è documentato da una miriade di casi esemplificativi, di eccellenze e di veri e propri miracoli che la creatività sociale, il genio imprenditoriale e la lungimiranza istituzionale hanno saputo creare e sviluppare, in una lunga tradizione, nel nostro paese.
Dal riconoscimento di queste esperienze che esistono e si moltiplicano è possibile una conoscenza ed un giudizio costruttivo, il consolidamento di un valore e la sua affermazione come proposta di costruzione comune. Un riconoscimento che apre a mille domande del tipo: ma da dove nasce una passione educativa? Come essa diventa impresa sociale? Quale concezione sussidiaria si intravvede tra le molte sfumature del tessuto della formazione professionale? Che valore essa ha, soprattutto per i giovani e per le loro famiglie? Quanto è essenziale per favorire l’occupazione?
Ma non si è voluto sfuggire alla sfida della scarsità di risorse, alla necessità di scegliere le priorità che l’attuale contesto economico impone; così ai temi dell’efficacia si sono affiancati quelli più squisitamente economici dell’efficienza e dell’analisi dei costi comparati. Uno sforzo essenziale per combattere la più pericolosa forma di egualitarismo che imperversa in questi tempi che assume il tragico nome di “tagli orizzontali”, che è un modo elegante per dire che non si sa o non si vuole giudicare, che si abdica alla responsabilità verso il bene comune.
Anche se questo documento si rivolge prevalentemente alle persone (soprattutto i giovani) e alle famiglie, esso non disdegna di suggerire elementi di policy che chiamano al paragone le istituzioni del nostro paese e in più in generale i diversi stakeholder dei territori.
La prima sezione del documento propone un quadro di riferimento per la comprensione degli elementi “architettonici” del sistema pubblico dell’Istruzione e formazione professionale, così come si presenta oggi, in esito ad un intenso processo di evoluzione normativa tuttora in atto.

21 aprile 2011

da: Vademecum sulla formazione professionale.

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