Il suicidio assistito di un cattivo maestro del 900 ha riaperto la convulsa discussione sul fine vita, con il solito attivismo dei religiosi di tutte le culture.
Per vicende storiche (positive) della polis europea, la Svizzera, con ottimo spirito pragmatico, ha affrontato la questione e la risolve quotidianamente con procedure semplici che interpretano le volontà individuali delle singole persone.
Lucio Magri si è battuto per tutta la vita per il “comunismo”, ma alla fine della sua individualissima vita ha scelto uno stato che fa delle libere decisioni la propria missione statuale.
Sono i paradossi degli individui dentro il flusso della storia
Paolo Ferrario
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«Assistenza al suicidio» è, tecnicamente, la missione dell’Associazione Dignitas. Che si occupa di tutto: assistenza legale, documenti, colloqui consultivi, ricetta medica del cocktail di barbital che porta alla morte (si perde conoscenza e senza sofferenze nel giro di qualche minuto vengono meno la funzione respiratoria e cardiaca), cremazione del cadavere, spedizione dell’urna a domicilio, sempre che le ceneri non vengano gettate nel lago, come transfughi dell’associazione sostengono sia accaduto in passato. Una condizione: l’aspirante suicida il bicchiere letale se lo deve portare alla bocca da sé, davanti a testimoni, altrimenti l’organizzazione può essere perseguita penalmente. Suicidarsi con Dignitas però costa caro: fino a 3-4mila euro. «Personalmente non ci guadagnamo niente – precisa il fondatore e presidente Ludwig Minelli, avvocato in pensione di 76 anni – Da statuto ogni provento viene reinvestito nei nostri servizi, e se la persona non possiede la somma richiesta, sono previsti sconti o interveniamo gratis». Nel mondo l’eutanasia è legale in Belgio, Olanda, nello stato americano dell’Oregon e in Svizzera. Ci sono numerose organizzazioni che la praticano: a Losanna Exit-Suisse agisce persino all’interno dell’ospedale universitario. Ma solo Dignitas, oltre alla bernese Exinternational, accetta di aiutare il suicidio di chi ha il passaporto di un Paese dove l’eutanasia è vietata. Con successo, se così può essere definito, crescente. Dalla fondazione, nel 1998, sono state «accompagnate alla morte» più di 900 persone. I tedeschi (57,43%) sono la maggioranza assoluta, poi gli inglesi (10,40%) e i francesi (8,17%). Italiani, almeno ufficialmente, pochi: l’1,24%. Ma la situazione sta cambiando, tanto che Minnelli vorrebbe aprire una filiale di Dignitas in Canton Ticino.
L’eutanasia in Europa:
ITALIA – È illegale. In parlamento giacciono diverse proposte di legge sul testamento biologico, ma finora è stato impossibile arrivare ad un accordo
INGHILTERRA – L’eutanasia e il suicidio assistito sono illegali. E Invece consentito abbreviare la vita di quei malati tenuti in vita artificialmente
FRANCIA – Approvata una legge che non legalizza l’eutanasia, ma prevede che le cure mediche non debbano essere continuate “con ostinazione irragionevole”
SPAGNA – Dal 1995 l’eutanasia e il suicidio assistito non sono più omicidio
GERMANIA – Può essere autorizzata per le persone in coma irreversibile su espressa volontà del paziente e deve essere approvata dai tribunali tutori
OLANDA – Primo paese al mondo, ha ufficialmente legalizzata l’eutanasia. Ha aperto la strada alla possibilità di autorizzare l’eutanasia anche per i bambini malati inguaribili
SVEZIA – L’assistenza al “suicidio” è un delitto non punibile. Il medico può in casi estremi spegnere le macchine che aiutano la respirazione
DANIMARCA – In caso di malattia incurabile o incidente grave, si può chiedere di non essere tenuti in vita artificialmente con un “testamento”
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l’intera scheda qui: Zurigo, alla clinica della dolce morte ogni anno bussano 1500 italiani | Associazione Luca Coscioni.


E’ indubbiamente una buona cosa, sto meditando di ricorrervi anch’io, sofferente per la sclerosi multipla in carrozzina da sette anni
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