Luca Ricolfi: Alle prossime elezioni, lo si voglia o no, il metro fondamentale con cui dovremo misurarci sarà quel che ha fatto il governo Monti

lle prossime elezioni, lo si voglia o no, il metro fondamentale con cui dovremo misurarci sarà quel che ha fatto il governo Monti. Destra e sinistra c’entreranno poco, per il buon motivo che – quando sono state al governo – hanno entrambe fatto molto meno di quel che si sarebbe dovuto fare per evitare il declino dell’Italia. Sicché, alla fine, io vedo solo quattro posizioni di fondo, e quindi quattro esiti possibili di un Monti-test applicato a una forza politica. Provo a esporle sinteticamente, su una scala crescente di «montismo».
Posizione A (anti-montiani). Monti ha fatto male, troppe tasse, troppa macelleria sociale. L’Europa e la Merkel ci strangolano. Non possiamo escludere un ritorno alla lira. Qui si ritrovano il Movimento Cinque Stelle (Grillo), la Lega Nord (Maroni), L’Italia dei valori (Di Pietro) e in parte Sel (Vendola).
. Posizione B (montiani semi-pentiti). Monti ha fatto bene, ma noi avremmo fatto un po’ diverso, ossia meglio. E’ la posizione comune di Pdl e Pd, che si differenziano fra loro solo per quel che di leggermente diverso avrebbero fatto. Questo «leggermente diverso» significa meno tasse per il Pdl, meno riduzioni di spesa pubblica per il Pd. In buona sostanza significa un po’ meno rigore sui conti pubblici, anche se a spese di ceti sociali diversi (il Pdl a spese dei dipendenti pubblici, il Pd a spese delle partite Iva).
. Posizione C (montiani puri). Monti ha fatto il massimo, bisogna continuare con l’agenda Monti. Solo Monti ha l’autorevolezza per difendere gli interessi italiani di fronte all’Europa. Il cammino delle riforme va proseguito con determinazione. Qui troviamo l’Udc (Casini), i montiani del Pd (ad esempio Pietro Ichino), nonché – ovviamente – il variegato mondo delle liste-Monti più o meno esplicite (lista Passera?).

. Posizione D (oltre-montiani). Monti ha fatto bene, ma poteva e doveva fare molto di più. Più liberalizzazioni e alienazioni del patrimonio pubblico, più spending review, meno tasse sui produttori. In breve, si tratta di essere più montiani di Monti. Più che continuare con l’agenda del Monti-politico, andare avanti con l’agenda del Monti-studioso, del Monti commissario-europeo, del Monti editorialista del Corriere della sera. Qui troviamo la massima concentrazione di liste nuove: la lista Giannino (presentata ieri), la lista Montezemolo, una eventuale lista Marcegaglia, forse le minoranze liberal-liberiste di Pd e Pdl.

TUTTO L’ARTICOLO QUI: Pietro Ichino |  RICOLFI: DUE TEST PER LE FORZE POLITICHE.

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