Diritto dei minori e legge 4 maggio 1983, n. 184

La legge 4 maggio 1983, n. 184, nota come “Diritto del minore ad una famiglia”, rappresenta il pilastro normativo italiano per la tutela dei minori, con enfasi su affidamento, adozione e collocamento in strutture protette.

Essa stabilisce che il minore ha il diritto primario di crescere nella propria famiglia, intervenendo solo in casi di trascuratezza, abbandono o abuso, priorizzando l’interesse superiore del bambino.arche+3

Principi fondamentali

La legge parte dal principio che la famiglia naturale è il contesto ideale per lo sviluppo del minore, tutelandolo da discriminazioni e garantendo assistenza morale, mantenimento ed educazione. Integra la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (ratificata in Italia nel 1991), valorizzando uguaglianza, ascolto del minore oltre i 12 anni e diritto alla vita e allo sviluppo.garanteinfanzia+3

Ambito di applicazione

  • Regola l’affidamento temporaneo a famiglie o comunità quando i genitori non assicurano cure adeguate, sospendendo potestà genitoriale se necessario.[commissioneadozioni]​
  • Disciplina l’adozione, richiedendo consenso informato dei genitori biologici (revocabile fino alla pronuncia) e ascolto personale del minore.enpam+1
  • Prevede interventi del Tribunale per i minorenni, con prescrizioni ai genitori e monitoraggi periodici tramite servizi sociali o giudice tutelare.[commissioneadozioni]​

Evoluzioni normative

Aggiornata nel tempo (es. D.Lgs. 154/2013 e riforme familiari), armonizza con il Codice Civile (artt. 330 ss.) e promuove soluzioni familiari alternative all’istituzionalizzazione. Rimane centrale nel sistema di tutela minorile, coordinato dall’Autorità Garante per l’Infanzia.garanteinfanzia+3


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

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