Mentre Napolitano si adopera per giungere ad un’intesa per il nuovo governo, Bersani pone pregiudiziali e pensa (non dice chi è, ma dice che ci pensa) al nuovo Quirinale.
Siamo all’analfabetismo politico, e alla maleducazione istituzionale.
Mentre il Presidente della Repubblica avvia la road-map del lavoro dei due gruppi ristretti, (chiarendo, a seguito delle forti agitazioni che hanno seguito il suo annuncio sabato scorso, la fisionomia effettiva dell’iniziativa e la sua durata di otto-dieci giorni per sgomberare il campo sia dagli equivoci che dalle strumentalizzazioni), Bersani nelle stesse ore si sovrappone con una conferenza stampa.
A che serve? A complicare le cose ulteriormente: ripropone prima di tutto la solita piattaforma, ma pone veti su chi possa condividerla:
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