storia della contraccezione. La rivoluzione in pillola | Linkiesta.it

È il 1950 e gli Stati Uniti vivono uno dei periodi migliori della loro storia: il boom economico e, parallelamente, il baby boom. Dal 1946 al 1964, negli Stati Uniti nascono settantasei milioni di bambini. La guerra è finita, l’economia funziona, il sogno americano sta diventando realtà. Le donne cominciano ad avere più possibilità, studiano e vanno all’università, ma tantissime al momento della laurea sono già sposate e con un figlio in arrivo. Il primo di tanti, probabilmente. I preservativi sono abbastanza diffusi, ma è molto raro che una donna chieda a un uomo di usarne uno. In trenta stati degli Stati Uniti ci sono leggi non solo contro la contraccezione ma persino contro la diffusione di informazioni sulla contraccezione. Una rivoluzione sessuale, però, sta arrivando. Non quella ovvia dei figli dei fiori e degli hippy, non quella di Woodstock e dell’amore libero. Ma una rivoluzione che metterà le basi per tutto questo e che, per la prima volta, darà alle donne il controllo sul proprio corpo e permetterà loro di decidere se avere figli oppure no, ma senza privarle del sesso. È la pillola anticoncezionale e non ci sono anni in cui è più improbabile che nasca.

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