







FRANCIA – 1. DA MACRON E LE PEN UNA DUPLICE LEZIONE PER RENZI E BERLUSCONI
En Marche! ha vinto perché ha saputo porre al centro del suo discorso il nuovo discrimine politico fondamentale, quello tra europeisti e sovranisti. E ora anche dal fronte opposto si annuncia la creazione di un nuovo partito capace di unire (tutti) questi ultimi. Leggi l’editoriale telegrafico con cui ieri sera ho commentato a caldo il risultato delle presidenziali francesi.
FRANCIA – 2. QUELLA SINISTRA CHE NON VA A VOTARE
“Il dubbio è che la democrazia non stia a cuore a quel pezzo di sinistra per la più ovvia e insieme la più comprensibile delle ragioni: perché non è democratica“: leggi l’Amaca di Michele Serra pubblicata su la Repubblica di sabato.
FRANCIA – 3. LO SPARTIACQUE FONDAMENTALE NEL XXI SECOLO NON È PIÙ LO STESSO
Le presidenziali d’oltralpe mostrano che la contrapposizione novecentesca destra/sinistra sta essendo sostituita da quella tra globalisti e sovranisti: leggi il fondo del direttore Maurizio Molinari su la Stampa di ieri. Marine Le Pen accusa Emmanuel Macron di essere “il candidato della globalizzazione”; lui le risponde apostrofandola come “la sacerdotessa della paura”: leggi l’articolo di Alessandro Maran, vicepresidente dei senatori Pd, pubblicato venerdì sul sito italiaincammino.it.

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