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Il sospetto dell’antiterrorismo in Spagna è che la mente dell’attacco a Barcellona sia stato Abdelbaki Es Satty, l’imam di Ripoll morto nell’esplosione del covo di Alcanar. E poiché la cellula jihadista aveva, secondo gli inquirenti, il piano di far esplodere la Sagrada Familia abbattendo il simbolo della Cristianità iberica, ciò significa che lo Stato Islamico (Isis) voleva cogliere in Europa un risultato equiparabile all’11 settembre 2001 quando il commando di Osama bin Laden distrusse le Torri Gemelle di New York
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| La Stampa – 20 agosto 2017 |
| Nell’ilslam la radice che alimenta il terrorismo Analisi di Maurizio Molinari
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altre fonti informative
Barcellona, la rete jihadista in Europa
A quattro giorni dalla strage delle Ramblas, le indagini sugli uomini del commando raggiungono Francia, Belgio e Svizzera. Tutti gli indizi portano a una rete europea. Nell’intervista raccolta da Rolla Scolari, l’analista Pantucci spiega come un’azione terroristica messa in atto da oltre dieci individui organizzati da un leader, dimostri un passaggio «dal lupo solitario al branco di lupi».
