Marco Cappato è stato assolto dall’accusa di aiuto al suicidio di dj Fabo perché il fatto non sussiste. Lo ha stabilito la Corte d’assise di Milano, che nelle sue motivazioni ha ripreso la sentenza della Corte costituzionale dello scorso 26 settembre che aveva sancito, in mancanza di una legge sul biotestamento più volte richiesta al Parlamento, che “non è punibile chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.
CAPPATO ASSOLTO PER CASO DJ FABO, FATTO NON SUSSISTE – PARLAMENTONEWS
C O M U N I C A T O S T A M P A
L’assoluzione di Marco Cappato è oggi salutata come un fatto quasi scontato in un Paese la cui la domanda di libertà nel fine-vita è stata alimentata e sostenuta, nel corso degli anni, da diversi soggetti e Associazioni laiche di cui Libera Uscita è fiera di rappresentare parte attiva.
Ma l’aspetto determinante dell’assoluzione di Marco Cappato sta nel fatto di essere conseguenza diretta di una sentenza della Corte Costituzionale, strategicamente perseguita con lucidità e coraggio, che oggi ci pone in posizione d’avanguardia fra i grandi Paesi sui diritti di fine vita.
Oltre all’apprezzamento per il risultato conseguito Libera Uscita intende esprimere anche un sentimento di affettuosa vicinanza a Marco per la perdita della madre, avvenuta proprio in concomitanza con la sua assoluzione.
