Christina Maslach ha dato contributi fondamentali alla ricerca sul burnout, contribuendo in modo significativo alla comprensione e alla misurazione di questo fenomeno. Ecco i principali aspetti del suo lavoro:
Definizione e misurazione del burnout
- Maslach Burnout Inventory (MBI): Nel 1981, Maslach ha co-sviluppato il MBI, uno strumento standardizzato che misura il burnout attraverso tre dimensioni principali:
- Esaurimento emotivo: Sensazione di essere emotivamente svuotati e incapaci di affrontare ulteriori richieste.
- Depersonalizzazione: Tendenza a sviluppare un atteggiamento cinico o distaccato nei confronti dei propri pazienti o colleghi.
- Ridotta realizzazione personale: Percezione di non riuscire a raggiungere obiettivi significativi nel proprio lavoro[1][3].
- Riconoscimento internazionale: La ricerca di Maslach ha fornito le basi per la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di includere il burnout come fenomeno occupazionale nell’ICD-11 nel 2019, riconoscendo le sue implicazioni per la salute[1][4].
Ricerca e pubblicazioni
- Maslach ha scritto numerosi articoli e libri influenti, tra cui Burnout: The Cost of Caring e The Truth About Burnout, che esplorano le cause e le conseguenze del burnout, nonché strategie per affrontarlo[1][4].
- La sua ricerca longitudinale sui predittori del burnout è stata riconosciuta come una delle più significative nel campo della psicologia del lavoro, ricevendo premi per il suo impatto[1].
Modello organizzativo del burnout
- Maslach ha sottolineato che il burnout non è solo un problema individuale, ma è strettamente legato a fattori strutturali e organizzativi. Ha collaborato con Michael Leiter per sviluppare un modello che considera il burnout come un problema sistemico, suggerendo che le organizzazioni devono creare ambienti di lavoro più salutari per prevenire il burnout tra i dipendenti[2][4].
Influenza e riconoscimenti
- Oltre ai suoi contributi accademici, Maslach ha ricevuto numerosi premi per la sua carriera, inclusi riconoscimenti dalla National Academy of Sciences per il suo lavoro sulla revisione scientifica del burnout[1][4].
In sintesi, Christina Maslach è una pioniera nel campo della ricerca sul burnout, avendo definito e misurato questo fenomeno in modo che potesse essere compreso sia a livello individuale che organizzativo. La sua opera continua a influenzare politiche e pratiche nel mondo del lavoro.
Citations:
[1] https://vcresearch.berkeley.edu/faculty/christina-maslach
[2] https://www.mindcenter.it/burnout-stress-da-lavoro-cause-sintomi-cura/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Maslach_Burnout_Inventory
[4] https://psychology.berkeley.edu/people/christina-maslach
[5] https://www.psyjob.it/burnout.htm
Il burnout secondo Christina Maslach
Il concetto di burnout è stato ampiamente studiato da Christina Maslach, una psicologa di fama internazionale, che ha dedicato decenni alla ricerca su questo fenomeno. La sua analisi ha portato a una comprensione profonda delle cause, delle manifestazioni e delle conseguenze del burnout, specialmente nei contesti lavorativi.
Definizione e dimensioni del burnout
Maslach definisce il burnout come un sindrome psicologica caratterizzata da tre dimensioni principali:
- Esaurimento emotivo: si riferisce a una sensazione di affaticamento e mancanza di energia, in cui le risorse emotive sono completamente esaurite.
- Depersonalizzazione: implica un atteggiamento cinico e distaccato verso il lavoro e le persone con cui si interagisce, portando a una percezione negativa e disumanizzante degli altri.
- Ridotto senso di realizzazione personale: si manifesta come una diminuzione della soddisfazione professionale e della percezione di efficacia nel proprio lavoro[1][2][5].
Queste tre dimensioni sono state formalizzate nel Maslach Burnout Inventory (MBI), uno strumento psicologico sviluppato da Maslach e Susan E. Jackson per misurare il burnout in vari contesti professionali[2][5].
Fattori scatenanti del burnout
Dalla sua ricerca, Maslach ha identificato sei fattori chiave che frequentemente contribuiscono al burnout:
- Carico di lavoro: un’eccessiva quantità di lavoro senza adeguati periodi di recupero.
- Controllo: la mancanza di autonomia nelle decisioni lavorative.
- Ricompensa: insufficiente riconoscimento o compenso per gli sforzi compiuti.
- Comunità: relazioni interpersonali scarse o conflittuali sul posto di lavoro.
- Equità: percezioni di ingiustizia o favoritismi nell’ambiente lavorativo.
- Valori: disallineamento tra i valori personali e quelli dell’organizzazione[1][4].
Maslach sottolinea che il burnout non è solo un problema individuale, ma riflette anche le dinamiche organizzative. Le aziende hanno quindi un ruolo cruciale nella prevenzione del burnout, creando ambienti di lavoro sani e sostenibili.
Implicazioni e soluzioni
Il lavoro di Maslach ha anche evidenziato l’importanza di affrontare il burnout a livello organizzativo. Nel suo libro The Truth About Burnout, co-scritto con Michael Leiter, viene sostenuto che il burnout è spesso il risultato di disfunzioni all’interno delle organizzazioni piuttosto che un fallimento individuale. Propongono strategie per migliorare la salute organizzativa, come l’implementazione di pratiche lavorative più giuste e il miglioramento della comunicazione tra dipendenti e management[3][7].
In sintesi, l’analisi di Christina Maslach sul burnout offre una visione complessa e multidimensionale di questo fenomeno, evidenziando l’importanza della responsabilità collettiva nel creare ambienti lavorativi più sani e produttivi.
Citations:
[1] https://extension.umn.edu/two-you-video-series/burnout-dr-christina-maslach
[2] https://www.mindgarden.com/117-maslach-burnout-inventory-mbi
[3] https://www.amazon.it/Truth-About-Burnout-Organizations-Personal/dp/0787908746
[4] https://www.apa.org/news/podcasts/speaking-of-psychology/burnout
[5] https://en.wikipedia.org/wiki/Maslach_Burnout_Inventory
[6] https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8834764/
[7] https://news.berkeley.edu/2023/02/23/burned-out-berkeley-experts-book-offers-roadmap-to-a-better-workplace/
