Geopolitica. SIRIA: la fine del regime di Bashar al-Assad, 9 dicembre 2024. Articoli di commento: Claudio Cerasa, Federico Rampini

L’8 dicembre 2024, il regime di Bashar al-Assad in Siria è crollato dopo un’offensiva rapida e decisiva da parte dei gruppi ribelli, segnando la fine di un governo che durava da oltre 50 anni. Questo evento ha avuto luogo dopo un’intensa campagna militare iniziata il 27 novembre, che ha visto i ribelli, guidati da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), riconquistare rapidamente territori precedentemente sotto il controllo del regime, culminando nella presa di Damasco in soli dodici giorni[1][2][4].

Durante l’annuncio della caduta del regime, trasmesso dalla televisione di stato siriana, i ribelli hanno dichiarato la “liberazione” della capitale e il rilascio di prigionieri politici. La situazione è stata caratterizzata da festeggiamenti tra la popolazione, mentre Assad è fuggito e si è rifugiato a Mosca, dove gli è stato concesso asilo[1][3][5]. Il primo ministro siriano, Mohammed Ghazi al-Jalali, ha confermato di essere ancora al governo e ha espresso la volontà di collaborare con una futura leadership scelta dal popolo[3][6].

Implicazioni e scenari futuri

La caduta del regime di Assad apre a una serie di incertezze per il futuro della Siria. Gli esperti avvertono che il paese potrebbe affrontare un periodo di instabilità politica e conflitti interni tra le diverse fazioni ribelli. Le milizie jihadiste hanno già preso il controllo dei principali media statali e hanno liberato detenuti da carceri famose per le torture[5][6].

Inoltre, la mancanza di un successore chiaro per Assad complica ulteriormente la situazione. Il premier al-Jalali ha invitato a tenere elezioni libere per permettere ai cittadini di scegliere i loro leader, ma le divisioni interne tra le varie fazioni potrebbero ostacolare questo processo[2][5][7].

Ragioni della caduta del regime

Diversi fattori hanno contribuito alla rapida caduta del regime di Assad. Tra questi vi sono l’indebolimento dell’esercito lealista, il supporto esterno da parte di potenze regionali come Turchia e Israele, e il graduale ritiro dell’impegno russo nel conflitto siriano. La guerra in Ucraina ha anche distratto Mosca dalle sue responsabilità in Siria, lasciando Assad vulnerabile[4][8].

In sintesi, la caduta del regime di Bashar al-Assad segna una svolta significativa nella storia recente della Siria, portando con sé sia opportunità che sfide in un contesto geopolitico complesso e instabile.

Citations:
[1] https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2024/12/08/siria-caduto-regime-bashar-al-assad
[2] https://it.euronews.com/2024/12/09/siria-quale-il-futuro-dopo-la-brusca-fine-dei-24-anni-di-regno-di-bashar-al-assad
[3] https://www.open.online/2024/12/08/siria-bashar-al-assad-caduta-regime-damasco-8-dicembre-aggiornamenti-foto-video/
[4] https://it.euronews.com/2024/12/08/siria-crollo-del-governo-di-bashar-al-assad-i-momenti-principali-del-regime
[5] https://tg24.sky.it/mondo/2024/12/09/siria-assad-ribelli-jihadisti-cosa-succede-news
[6] https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2024/12/08/siria-damasco-caduta-fine-regime-assad-news-oggi/7796084/
[7] https://www.ilsole24ore.com/art/siria-fine-regime-assad-54-anni-e-l-incertezza-AGDOR1dB
[8] https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/12/09/siria-perche-e-caduto-assad-intelligence-esterne-esercito-inconsistente/7796719/
[9] https://www.perplexity.ai/elections/2024-11-05/us/president



articoli :

Le due vittorie dell’occidente dietro il collasso di Assad


La vicenda siriana ci mostra che il mondo si destabilizza quando l’occidente arretra (vale anche in Ucraina) e quando si disinteressa degli scenari di crisi creando un vuoto che qualcuno prima o poi riempirà. Il ruolo di Israele. L’analisi dello storico Montefiore 

di Claudio Cerasa

Federico Rampini, Non ha perso solo il despota di Damasco, in Corriere della Sera 9 dicembre 2024: https://www.corriere.it/opinioni/24_dicembre_08/non-ha-perso-solo-il-despota-di-damasco-0b7697ef-a026-4459-91b4-e85b013a2xlk.shtml

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