L’articolo di Milena Gabanelli e Francesco Tortora su DataRoom/Corriere della Sera del 10 febbraio 2025 discute se il crollo delle nascite e la crisi demografica possano salvare il mondo. Ecco i punti chiave:
Crescita Demografica Mondiale
- Crescita storica: La popolazione mondiale è quadruplicata negli ultimi 100 anni, passando da 2 miliardi nel 1925 a circa 8,2 miliardi nel 2024[1].
- Fattori di crescita: Questo aumento è stato accelerato dal calo della mortalità infantile, dai progressi medico-sanitari e dall’aumento dell’aspettativa di vita globale[1].
Crollo del Tasso di Fertilità
- Declino della fertilità: Il tasso medio di figli per donna è sceso drasticamente: da 5,1 nel 1965 a circa 2,2 nel 2024. Per mantenere una popolazione stabile, il numero dovrebbe essere intorno a 2,1 figli per donna[1].
- Paesi sotto la soglia: Attualmente, ben 131 Paesi hanno un tasso di fertilità al di sotto del livello necessario per mantenere una popolazione costante[1].
Impatto Geografico
Paesi in Declino
- Europa e Asia: Molti paesi in queste regioni hanno già raggiunto il picco demografico. Ad esempio:
- L’Italia perderà un milione di abitanti nei prossimi dieci anni e scenderà a circa 35 milioni entro fine secolo.
- La Germania inizierà a calare dalla metà degli anni ’20.
- La Cina ha raggiunto il picco demografico nel 2021 con oltre un miliardo e quattrocento milioni; si prevede che perderà circa duecentoquattro milioni nei prossimi trent’anni.
- Il Giappone diminuirà ulteriormente dopo aver raggiunto l’apice con quasi centotrenta milioni.
Paesi in Crescita
- Secondo gruppo (48 paesi): Tra questi ci sono Brasile (da 211 a 215 milioni), Iran (91 a 102), Turchia (87 a 90) e Vietnam (100 a 110) entro il 2054. Dopo questo periodo subiranno un lento declino.
Terzo Gruppo (126 paesi)
- Questa categoria include la maggior parte dell’Africa subsahariana dove si prevede una triplicazione della popolazione entro fine secolo. Nazioni come Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia avranno aumenti significativi.
Implicazioni Ambientali ed Economiche
Il calo della popolazione potrebbe ridurre l’impronta ecologica ma non automaticamente le emissioni globali poiché maggiore benessere può portare ad aumentati consumi individuali[1]. Inoltre, senza immigrazione alcuni paesi come gli Stati Uniti perderebbero considerevolmente abitanti.
In sintesi, mentre alcune regioni affrontano declini significativi nella loro base demografica altre continuano ad aumentare rapidamente. Le implicazioni ambientali ed economiche sono complesse ma offrono opportunità per modelli più sostenibili sia socialmente che ecologicamente.
[1] https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/il-crollo-delle-nascite-salvera-il-mondo-ecco-perche-la-crisi-demografica-e-un-opportunita/45592798-f40e-424a-aa54-b42c39754xlk.shtml
[2] https://x.com/Daniele_Manca/status/1888831259905843206
[3] https://www.neodemos.info/2022/07/15/le-nuove-previsioni-delle-nazioni-unite/
[4] https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/
[5] https://www.regionieambiente.it/popolazione-undesa/
[6] https://economiapro.corriere.it
[7] https://www.neodemos.info/2024/07/17/lo-spauracchio-demografico-cambia-verso/
[8] https://www.facebook.com/corrieredellasera/posts/si-punta-a-identificare-gli-autori/1042219121267036/
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