oggi, 28 gennaio 2026, il Corriere della Sera celebra un pezzo fondamentale della sua storia (e dell’immaginario collettivo italiano) con questo speciale sulle copertine visionarie de La Domenica del Corriere.
Il fascino di queste illustrazioni, nate quasi tutte dal pennello di Achille Beltrame e successivamente di Walter Molino, risiede nella loro capacità di mescolare cronaca nera, eventi storici e una “futurologia” ingenua quanto sbalorditiva.
Ecco i temi principali che solitamente emergono in queste retrospettive:
I Pilastri della Visione del Futuro
- La Mobilità Urbana: Celebre è la copertina della “Singola”, il veicolo monoposto futuristico che oggi leggiamo come l’antenato dei moderni monopattini elettrici o delle micro-car, pensato per risolvere il traffico infernale delle metropoli.
- La Conquista dello Spazio: Molto prima del 1969, il settimanale ipotizzava passeggiate lunari e stazioni orbitanti, con un’estetica che oscillava tra il vapore del primo Novecento e il design aerodinamico degli anni ’50.
- La Tecnologia Domestica: Dalle “video-chiamate” immaginate con schermi a tubo catodico giganti, alle macchine per leggere i giornali a distanza.
Perché queste profezie ci colpiscono ancora?
Queste copertine non erano semplici disegni; erano finestre sul possibile. In un’epoca senza internet e con poca televisione, La Domenica del Corriere educava lo sguardo degli italiani al cambiamento.
“Il futuro, per gli illustratori del Corriere, non era un luogo oscuro, ma una sfida ingegneristica colorata e vibrante.”
Curiosità: Il Metodo Beltrame
Achille Beltrame, pur avendo illustrato migliaia di eventi in tutto il mondo (dalle guerre ai grandi naufragi), non si mosse quasi mai dalla sua scrivania di Milano.
Ricostruiva tutto attraverso i dispacci d’agenzia e una fantasia prodigiosa, il che rende le sue “profezie” ancora più incredibili.

