Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica, propone un centro europeo di ricerca sull’IA modellato sul CERN per garantire sovranità tecnologica e ricerca pubblica aperta.
L’articolo di Elena Dusi su la Repubblica del 27 febbraio 2026 (pag. 49) riprende questa idea, enfatizzando la lotta contro l’oligopolio privato USA-Cina.[corriere]
Proposta Principale
Parisi immagina un laboratorio pubblico, non profit e non militare, finanziato da Stati europei (es. 1 miliardo di euro annui per 3 anni, con Germania e Francia interessate).
L’obiettivo è sviluppare modelli AI trasparenti, concentrandosi su sicurezza, privacy e pluralismo, contrariamente ai giganti privati.[rivista]
Il modello CERN garantisce cooperazione tra nazioni, risultati pubblici e attrazione di talenti per evitare la fuga di cervelli.[corriere]
Motivi Strategici
L’Europa rischia dipendenza tecnologica: l’IA impatta sanità, difesa e educazione, ma è dominata da aziende segrete.
Un centro pubblico riequilibra la ricerca (prima accademica, ora privata), favorendo scienza aperta e comprensione del “cervello” per AI più robuste.[rivista]
Parisi sottolinea: senza intervento, l’Europa diventa consumatrice di tech altrui, perdendo competitività vs USA e Cina.[corriere]
Contesto Precedente
L’idea circola da mesi: Parisi la lanciò a Bologna (ottobre 2025) e ai Lincei (febbraio 2025), sempre con interviste di Dusi.rivista+1
Germania e Francia valutano adesioni; accordo simile al CERN originale, inclusi non-UE come UK e Svizzera.
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