I CONSULTORI FAMILIARI, saggio e analisi legislativa di Luigi Colombini, settembre 2026

I CONSULTORI FAMILIARI, di Luigi Colombini

già Docente di legislazione ed organizzazione dei servizi sociali – Università statale UNITRE – Roma – Corsi di laurea in DISSAIFE e MASSIFE

Collaboratore del Sindacato Nazionale Unitario Assistenti Sociali – SUNAS – e del Centro Studi IRIS Socialia e redattore di OSSERVATORIO LEGISLATIVO SUNAS

PREMESSA

Negli anni ’70, secondo un disegno riformatore portato avanti dalle forze politiche progressiste nel nostro paese, e in relazione alla necessità di un rilancio delle politiche familiari (fra le quali di ricordano il nuovo diritto di famiglia) restituendole alle comunità locali, inserite nel più ampio processo di rinnovamento dello Stato sociale, fu approvata la legge n. 1044/71 sugli asili nido, e quattro anni dopo fu approvata la legge n. 405/75 sui consultori familiari.

Le linee portanti su cui si poggiava il nuovo modello dello Stato sociale era volto a superare la logica fino ad allora imperante dell’affidare ad enti nazionali e locali la gestione delle politiche sociali e familiari secondo specifiche categorie di utenti preselezionate.

Pertanto i nuovi consultori familiari nacquero nella prospettiva di considerare l’ente locale centrale rispetto all’altro ente, l’ONMI, che gestiva i consultori pediatrici, ginecologici e dermoceltici in maniere accentrata ed inefficiente.

Con la citata legge I consultori rappresentarono pertanto il primo modello di servizi ed interventi rivolti alla famiglia, che anticiparono in effetti le successive politiche sanitarie e sociali nel paese.

Si innestavano nel processo di decentramento politico-amministrativo avviato con le Regioni e costituirono, ancor prima della legge di riforma sanitaria del 1978, il primo esempio di un proficuo rapporto fra lo Stato, nella sua funzione di indirizzo e coordinamento, le Regioni, preposte alla legislazione e programmazione dei servizi ed interventi socio-sanitari, gli Enti locali, associati nelle Unità Sanitarie Locali, per la gestione dei servizi, con la partecipazione della comunità locale alla loro progettazione, gestione, verifica e controllo.

Le Regioni, pertanto, a fronte della legge citata (n. 405/75) emanarono loro specifiche leggi regionali sui consultori familiari, ne contesto della funzione di indirizzo e coordinamento propri dello Stato nei confronti delle Regioni.

A fronte delle specifiche leggi regionali si è pertanto posta mano ad una specifica analisi sulle funzioni dei consultori riferita alla legge n. 405/75 e alla legge n. 194/78, ed alle leggi regionali sui consultori familiari.

Si sottolinea che i consultori familiari hanno precostituito il primo modello di sanità di prossimità, dedicata alla tutela globale della famiglia, della donna, delle bambine e dei bambini, quale nucleo primario del distretto socio-sanitario, ed assieme alla citata legge sugli asili nido, ha costituito il primo fondamentale tassello del sistema di sicurezza sociale, basato sulla previdenza sanità, assistenza, previsto dal primo documento di programmazione economica – Progetto ’89 – impostato dal prof. Saraceno nel 1969, che già preconizzava le unità locali dei servizi sanitari e sociali.

In base all’analisi effettuata si sono pertanto individuate le funzioni più importanti dei consultori, secondo l’analisi della legislazione regionale in particolare, articolate su aree sintetiche di osservazione, che di per sé stesse costituiscono la definizione di protocolli operativi.

FUNZIONE DI INFORMAZIONE

La vocazione fondamentale dei consultori familiari consiste nel proporsi quale servizio “dinamico”, e quindi operare nel contesto comunitario nel quale è inserito.

A tale riguardo un aspetto fondamentale è quello che si riferisce alla capacità sua propria di proporsi quale sede di “primo ascolto” e di “prima istanza” per ciò che concerne le complesse problematiche delle persone, delle coppie, delle famiglie, verso le quali il ruolo della corretta informazione, della sensibilizzazione, della conoscenza, della consapevolezza dei diritti costituisce il primo livello di approccio alla formazione della “cultura” familiare e del suo benessere.

Le funzioni più importanti individuate sono le seguenti:

– Divulgazione di informazioni idonee a promuovere la gravidanza consigliando metodi e farmaci adatti a ciascun caso;

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche e psicosociali sulle problematiche del singolo:

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche e psicosociali sulla problematica della coppia;

– Divulgazione di informazioni idonee a prevenire la gravidanza consigliando metodi e farmaci adatti a ciascun caso;

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche sui problemi della procreazione;

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche e delle informazioni sulle problematiche dell’aborto;

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche e psicosociali sulla problematica della famiglia;

– Informazione sui problemi della sessualità e sulla sessualità;

– Informazione e orientamento sulla profilassi e la terapia delle malattie che possono incidere sulla vita sessuale del singolo;

– Informazione e orientamento sulla profilassi e la terapia delle crisi di ordine psicologico e sociale anche in relazione all’ambiente sociale e di lavoro che possono incidere sulla vita sessuale del singolo;

– Informazione e orientamento sulla profilassi e la terapia delle malattie che possono incidere sulla vita sessuale della coppia;

– Informazione e orientamento sulla profilassi e la terapia delle crisi di ordine psicologico e sociale

anche in relazione all’ambiente sociale e di lavoro che possono incidere sulla vita sessuale della coppia;

– Informazione sull’uso dei contraccettivi scientificamente validi;

– Diffusione delle conoscenze scientificamente in ordine alle malattie familiari ereditarie;

– Diffusione delle conoscenze scientificamente in ordine alle malattie congenite;

– Informazione sui diritti della gestante in base alla legislazione statale e regionale;

– Informazione alla gestante sui servizi sociali sanitari ed assistenziali concretamente offerti dalle

strutture operanti sul territorio;

– Informazione alla gestante sulle modalità idonee ad ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro sulla tutela della gestante;

– Informazione sui casi in cui è consentita dalla legge l’interruzione volontaria della gravidanza;

– Informazioni sui servizi legalmente consentiti ed idonei ad intervenire nei casi di interruzione della gravidanza;

– Informazione ed orientamento sulla profilassi e sull’igiene della gravidanza;

– Informazioni ed orientamento sulla profilassi e sulla terapia delle malattie che possono incidere sul decorso della gravidanza

– Informazioni ed orientamento sulla profilassi e sulla terapia delle crisi di ordine psicologico e sociale anche in relazione all’ambiente familiare e di lavoro che possono incidere sul decorso della gravidanza;

– Informazione ed assistenza relativa ai rapporti esistenti tra gravidanza ed ambiente domestico e familiare;

– Diffusione delle conoscenze scientificamente in merito alla fisiologia del parto;

– Informazioni ed orientamento sulla profilassi e sulla terapia delle malattie che possono incidere sulla vita e la salute della madre;

– Informazioni ed orientamento sulla profilassi e sulla terapia delle crisi di ordine psicologico e sociale anche in relazione all’ambiente familiare e di lavoro che possono incidere sulla vita e la salute della madre;

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche e delle informazioni sull’armonico sviluppo del neonato;

– Divulgazione delle conoscenze scientifiche e delle informazioni sull’armonico sviluppo del bambino;

– Informazioni ed orientamento sulla profilassi e sulla terapia delle malattie che possono incidere sulla vita e la salute del bambino;

– Informazioni ed orientamento sulla profilassi e sulla terapia delle crisi di ordine psicologico e sociale anche in relazione all’ambiente familiare e di lavoro che possono incidere sulla vita e la salute del bambino;

– Informazioni sui problemi familiari;

– Informazioni sul diritto di famiglia;

– Informazioni sui servizi di sostegno alla famiglia;

– Informazioni ai fini della prevenzione della patologia materno infantile nel periodo prenatale perinatale e postnatale;

– Diffusione delle conoscenze scientifiche e delle informazioni sui problemi della pubertà:

– Informazione per la realizzazione della vita familiare.

FUNZIONE EDUCATIVA E DI PROMOZIONE SOCIALE

Nella considerazione fondamentale del ruolo del consultorio quale perno della “medicina di comunità”, intesa nella sua più ampia accezione, oltre che nel campo della informazione, è proprio nel campo della promozione di comportamenti consapevoli e motivati in ordine alla tutela della salute, secondo la nota definizione del Prof. Alessandro Seppilli dell’educazione sanitaria, che lo stesso consultorio svolge una azione di particolare rilievo..

Dall’analisi della legislazione regionale si ricava pertanto un quadro di riferimento assolutamente

valido e tale da confermare il consultorio familiare quale luogo privilegiato per lo svolgimento di specifici programmi ed interventi di educazione sanitaria.

Le funzioni più importanti sono le seguenti:

– Promozione di educazione sanitaria in relazione a tutti problemi connessi alla gravidanza

– Educazione sanitaria atta alla prevenzione e alla diagnosi precoce della patologia ginecologica

– Educazione sanitaria atta alla prevenzione e alla diagnosi precoce della patologia venerea

– Educazione dei singoli e della comunità per la formazione di una coscienza sociale e sanitaria in

ordine alla scelta procreativa

– Educazione sanitaria su igiene della gravidanza

– Educazione sanitaria sui fattori più noti nocivi in gravidanza

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri per le tecniche di alimentazione

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri per l’allevamento dei bambini

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri per l’igiene dei bambini

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri per l’igiene prima infanzia

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri per dietetica prima infanzia

– Prevenzione incidenti domestici

– Sviluppo fisico psichico e sociale del bambino

– Allattamento dei bambini

– Educazione sui problemi sessuali

– Educazione sessuale

– Promozione di indagini

– Promozione di incontri e dibattiti

– Collaborazione con le istituzioni sanitarie

– Collaborazione con la scuola

– Rilevazione delle problematiche incidenti sulla condizione familiare e minorile

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri della donna

– Educazione sanitaria nei confronti delle madri della gestante

– Collaborazione tra operatori del servizio e medico curante

FUNZIONE ASSISTENZIALE

La funzione assistenziale si collega alla vocazione implicita della istituzione dei consultori volta a offrire un servizio rivolto alla complessità dei bisogni delle persone, che sono da intendere nelle loro interezza e nella conseguente necessità di predisporre servizi ed interventi idonei a promuoverne il benessere.

Pertanto dalla analisi delle funzioni assistenziali sopra individuate si denota un dispiegarsi di aree di intervento rivolti al singolo, alla coppia, alle bambine ed ai bambini che richiedono la presenza di operatori “dedicati”, quali gli assistenti sociali e gli psicologi, che costituiscono i riferimenti professionali fondamentali per garantire in pieno la globalità dell’offerta.

Le funzioni più importanti individuate sono le seguenti:

– Assistenza psicologica e sociale alla maternità e paternità responsabile;

– Assistenza psicologica e sociale per i problemi della coppia e della famiglia in ordine ai problemi

personali ed interpersonali (maternità, minori, affidamento, adozioni, persone con disabilità;

– Consiglio e sostegno alla coppia ed alla famiglia ed ai singoli nell’ affrontare problemi e compiti per la procreazione responsabile e i problemi della sessualità;

– Assistenza psicologica e sociale al singolo, alla coppia e alla famiglia assistenza psicologica e sociale al singolo, alla coppia e alla famiglia in ordine ai problemi della sessualità;

– Assistenza psicologica e sociale al singolo, alla coppia e alla famiglia relazione ai servizi integrativi

o sostitutivi della famiglia;

– Assistenza psicologica e sociale con particolare riferimento alla maternità delle minori;

– assistenza e consulenza ai fini dell’adozione e dell’affidamento;

– Rapporti con l’ufficio del giudice tutelare con il tribunale dei minorenni e con le strutture giudiziarie operanti nel settore del diritto di famiglia;

– Assistenza psicologica e sociale nel caso di interruzione della gravidanza;

– Assistenza sociale alla gestante;

– Assistenza sociale alla gestante in luogo di ambiente e di lavoro;

– Assistenza sociale alla madre:

– Assistenza sociale al bambino;

– Assistenza per problemi connessi al’ età critica:

– Prestazioni socio-assistenziali mirate sotto forma di servizi sociali ed eventualmente di erogazione monetaria per bisogni acuti;

– Interventi per la prevenzione delle situazioni che possono dar luogo a disadattamento;

– Attuare direttamente o proporre all’ente locale competente per territorio o alle strutture sociali

operanti nel territorio speciali interventi quando la gravidanza o la maternità creino problemi per

risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi;

– Promuovere il conseguimento di una equilibrata vita sessuale sul piano sanitario e psicologico;

– Vigilanza sul lavoro minorile;

– Lotta alle tossicodipendenze.

ASSISTENZA SANITARIA IN GENERALE

Le funzioni sanitarie sono state individuate nelle leggi regionali ancor prima della legge n. 833/78 e della conseguente istituzione dei Pediatri di libera scelta, che, analogamente ai Medici di Medicina Generale costituiscono il primo livello di offerta sanitaria in senso universalistico a tutta la popolazione residente.

Pertanto se ne forniscono le declaratorie, che in ogni caso rappresentano il percorso complessivo volto a promuovere la salute della donna, della madre, delle bambine e dei bambini.

Tali riferimenti comunque sono tuttora validi e confermano il ruolo dei consultori volto a precostituire nel modello “casa della salute” l’area funzionale dedicata alla famiglia ed ai suoi componenti.

– Accertamenti sistematici e interventi sanitari per prevenire la presenza di fattori patologici legati alla Sessualità

– Prevenzione dei fattori patologici connessi alla sessualità

– Visita medica e psicologica nei disturbi della sfera sessuale

– Cura dei fattori patologici connessi alla sessualità

– Accertamenti sistematici di interventi sanitari per prevenire la presenza di fattori patologici legati alla Procreazione

– Profilassi della sterilità

– Espletamento esami di laboratorio atti ad individuare eventuale rischio generico del singolo

– Espletamento esami di laboratorio atti ad individuare eventuale rischio generico della coppia

– Somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia dal singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell’integrità fisica degli utenti

– Prevenire il ricorso all’aborto quale mezzo di controllo delle nascite

– Prevenzione e terapia delle malattie veneree

– Visita medica e psicologica relativa agli esami e all’accertamento del metodo contraccettivo idoneo alla persona interessata

– Visite prematrimoniali

– Profilassi delle malattie infettive e contagiose

– Medicina preventiva e difesa della salute della persona e della coppia anche nell’ambiente socio-

lavorativo

– Interventi sull’ambiente per il controllo delle nocività

– Cure mediche ed altri interventi anche a tutela della riabilitazione dei danni fisici e sensoriali

ASSISTENZA SANITARIA NEI CONFRONTI DELLA DONNA

Avuto riguardo al ruolo fondamentale e primario della donna in quanto “progenitrice” nella sua capacità di accogliere, sviluppare e portare a compimento attraverso il parto una nuova vita, nel contesto del sistema sanitario molteplici sono i riferimenti volti a garantire alla donna un articolato quadro di prestazioni, che in estrema sintesi sono i seguenti:

– Tutela della salute della donne

– Determinazione precoce dei rischi potenziali e attuali per l’integrità psicofisica della donna

– Accertamenti sanitari sistematica

– Profilassi dell’immaturità

– Profilassi della incompatibilità materno fetale da fattore rh

– Profilassi dei tumori della sfera genitale – Individuazione delle condizioni di rischio eredopatico

– Prevenzione delle cause patogeniche che influiscono sul decorso della gravidanza

– Controllo periodico della gravidanza

– Individuazione delle situazioni di predisposizione delle gravidanze a rischio

– Individuazione e controllo intensivo della gravidanza ad alto e medio rischio

– Preparazione psicofisica al parto

– Assistenza intensiva alla gestante

– Diagnosi precoce delle malattie e anomalie fatali e neonatali

– Assistenza igienico-sanitaria alla gestante in ambiente di lavoro

– Assistenza igienico-sanitaria alla gestante in ambiente familiare

– Tutela sanitaria della maternità

– Assistenza domiciliare della puerpera

– Assistenza per i problemi connessi all’età critica

– Assistenza dietologica

– Assistenza medica alla donna che si ponga il problema di interrompere la gravidanza

– Profilassi dei danni da farmaco

– Assistenza qualificata al parto

– Assistenza sanitaria alla madre

– Vaccinazione antirosolia

– Assistenza delle gravidanze a rischio

– Prevenzione e cura delle condizioni morbose che minacciano la salute della donna e in particolare

ogni manifestazione patologica legata all’ambiente ed attività di lavoro

ASSISTENZA SANITARIA NEI CONFRONTI DEL MINORE

Le bambine e le bambine rappresentano il completamento del complesso degli interventi sanitari svolti nei consultori, e sono la risultante di un protocollo operativo accurato e sistematico.

Tale quado di riferimento è stato successivamente assorbito nelle funzioni del Pediatra di Libera Scelta, e comunque costituisce un percorso che già negli anni ’70, anche in relazione all’esperienza portata avanti nel passato dai consultori pediatrici dell’ONMI, definisce un sistema di interventi che ne costituiscono il modello operativo di “manutenzione”, secondo un concetto che la professoressa Antonia Modolo del Centro di Educazione Sanitaria dell’ istituto di Igiene dell’Università di Perugia, e che è riassunto nel quadro che segue:

– Tutela sanitaria del prodotto del concepimento

– Assistenza neonatale in ambiente ospedaliera

– Determinazione precoce dei rischi potenziali e attuali per l’integrità psicofisica del neonati

– Assistenza i censiva per neonati ad alto rischio

– Assistenza neonatale generalizzata

– Controllo sistematico del bambino

– Controllo sistematico per i bambini al altro rischio socio-sanitario

– Controllo dello sviluppo psichico

– Accertamenti sanitari sistematici

– Integrazione alimentare ne, periodo dell’allattamento e dello svezzamento

– Assistenza domiciliare al neonato

– Prevenzione perinatale

– Assistenza e tutela della prima infanzia

– Individuazione dei bambini a rischio sanitario

– Profilassi della malattia reumatica

– Profilassi della malattia reumatica

– profilassi antitubercolare

– profilassi della carie

– Profilassi dei timori della sfera genitale

– prevenzione della malattia emolitica del neonata

– diagnosi enzimopatie ereditarie

– Diagnosi della mucoviscidosi

– Diagnosi delle minorazioni dell’udito

– Diagnosi precoce degli handicappati

– Vaccinazioni dell’obbligo

– Medicina scolastica

– Prevenzione della mortalità perinatale e neonatale infantile

– Prevenzione malattie infettive

– Prevenzione carenze alimentari

– Diagnosi precoce delle malattie r delle anomalie fetali e neonatali

– Integrazione alimentare nel periodo dell’allattamento e dello svezzamento

– Prevenzione e terapie delle condizioni morbose in rado di incidere sulla salute e sullo sviluppo del neonato

– Prevenzione e cura delle situazioni che minacciano la salute del bambini ,anche sociali ambientali e familiari

FUNZIONE DI CONSULENZA

Oltre che per lo svolgimento di specifiche funzioni che riguardano l’erogazione di una prestazione ben individuata, la consulenza, intesa quale apporto professionalmente qualificato per chiarire agli interessati aspetti specifici atti ad orientarli nelle decisioni da assumere, svolge un ruolo importante, e pertanto anche detta funzione è indicata nelle leggi regionali.

– Consulenza prematrimoniale

– Consulenza in ordine alle problematiche della pianificazione familiare

– Consulenza di genetica medica per la prevenzione delle malattie ereditarie e individuazione

probabilistica del rischio genetico

– Consulenza educativa sanitaria e psicologica in favore dei singoli

– Consulenza educativa sanitaria e psicologica in favore della coppia

– Consulenza educativa sanitaria e psicologica in favore della famiglia

– Consulenza sull’uso dei contraccettivi

– Consulenza sugli affidamenti familiari

LO SVILUPPO SUCCESSIVO

A seguito di una crescente attenzione nei confronti della famiglia, si sottolinea che si è peraltro affermata anche la funzione dei Centri per la famiglia, nell’ambito delle competenze sociali dei Consultori, finanziati con il Fondo per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri secondo l’Intesa sancita in data 18 dicembre 2024 della Conferenza Unificata che ha posto il rilievo sulle iniziative per il potenziamento delle funzioni dei “Centri per la famiglia”, che si pongono quali strutture per lo sviluppo di misure a sostegno della genitorialità e della natalità, dirette ad incentivare la co-progettazione tra pubblico e privato finalizzata all’approntamento e all’erogazione di servizi a supporto delle famiglie e dei bambini.

In tale contesto Il Consultorio familiare mantiene la propria connotazione di servizio di base fortemente orientato alla prevenzione, all’informazione e all’educazione sanitaria, riservando all’attività di diagnosi e cura una competenza di “prima istanza”, integrata con l’attività esercitata allo stesso livello nel territorio di appartenenza dei Distretti Socio-Sanitari, dei presidi ospedalieri e dei servizi degli Enti Locali.

Le attività consultoriali rivestono un ruolo fondamentale nel territorio, in quanto la peculiarità del lavoro di équipe rende le attività stesse uniche nella rete delle risorse sanitarie e socio-assistenziali esistenti.

A tale proposito si richiama quanto prospettato dalla Regione Veneto che in effetti ha ulteriormente definiti i rapporti fra Centri per le Famiglie ed i consultori familiari, precisando che

in coerenza con il Decreto del 23 dicembre 2024 del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, è stabilito che i “Centri per la famiglia” sono collocati all’interno di strutture dedicate ad altre finalità sociali o socio-sanitarie.

Le attività sociali del Consultorio in particolare sono svolte negli ambiti seguenti:

  • orientamento rispetto ai servizi, risorse e opportunità istituzionali e informali (educative, sociali, sanitarie, scolastiche e del tempo libero) del territorio, per l’organizzazione della vita quotidiana delle famiglie;
  • orientamento rispetto ai servizi dedicati per famiglie di nuova immigrazione;
  • sostegno del ruolo del genitore sul piano educativo e relazionale nonché implementazione delle sue competenze nella gestione della quotidianità familiare e dei relativi conflitti;
  • promozione della capacità della figura materna di favorire l’attaccamento del bambino, quale suo bisogno primario alla nascita;
  • prevenzione o riduzione degli esiti negativi delle più frequenti condizioni di criticità dei legami familiari, costituite: dal rischio di depressione post-partum nelle neo-mamme; dalle conflittualità e dalle contese sui figli durante la separazione coniugale; dalle crisi adolescenziali dei figli; dalla difficoltà di integrazione per le famiglie immigrate;
  • promozione della conoscenza e della fruibilità dei servizi offerti dal Centro per la famiglia del Consultorio familiare;
  • consulenza ed alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con particolare attenzione alla loro tutela rispetto all’esposizione a contenuti pornografici e violenti;
  • alfabetizzazione delle famiglie sulla prevenzione e sugli effetti dell’assunzione di sostanze psicotrope, attraverso l’utilizzo dei materiali resi disponibili dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri;
  • valorizzazione pratica dell’invecchiamento attivo, anche attraverso il coinvolgimento volontario delle persone anziane in attività di accompagnamento, assistenza e consulenza alle famiglie.

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

A distanza di cinquanta anni da quando furono istituiti, i Consultori familiari mantengono ancora la loro attualità e la loro necessità.

Occorre peraltro ricordare che l’epoca nella quale furono lanciate le politiche familiari era caratterizzata da una forte natalità, dalla crescente domanda sociale crescente in termini di servizi sociali atti ad aiutare la donna e la famiglia nel suo impegno lavorativo e familiare, alla necessità di promuovere la salute della donna rimarcandone la responsabile e libera scelta alla gravidanza tale da superare la condizione di minorazione e di rischi (legati al rifiuto della stessa per motivi di ordine psicologico, sociale, economico, ecc.), alla necessità di promuovere la cultura della famiglia con la predisposizione di una offerta adeguata di servizi ed interventi sociali volti a promuovere la salute della donna, della coppia, della famiglia.

In ogni caso occorre evitare la “sanitarizzazione” del consultorio, sanitarizzazione che costituisce un elemento negativo in ordine alla necessità di “socializzare” la sanità, con la offerta di servizi ed

interventi sociali volti a completarne la funzione, nella dimensione del concetto di salute, così come espressa dal prof. Alessandro Seppilli.

Il consultorio deve essere confermato nella sua funzione primaria di promozione e tutela della famiglia, in cui si esprimono ai massimi livelli gli interventi ed i servizi di integrazione sanitaria e sociale, con la presenza di operatori sociali e sanitari in grado di dare una risposta globale alle problematiche familiari, anche in relazione a specifici bisogni e fenomeni emergenti che richiedono risposte adeguate (violenza alle donne, ai minori, crisi familiari, problematiche sociali e sanitarie connesse alla famiglia, ecc.).


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

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