Ricerca CESVOT. Identità in movimento Il terzo settore alla prova delle nuove sfide sociali e istituzionali
L’indagine “Identità e bisogni del terzo settore in Toscana. Anno 2025”, promossa da Regione Toscana e Cesvot, realizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa insieme a Simurg Ricerche, cade in un periodo particolarmente delicato proprio per il terzo settore e i suoi destini.
La fuoriuscita dal terribile periodo pandemico e l’avvio della “normalizzazione” post-Runts disegnano uno scenario probabilmente inedito, che pone interrogativi sulla “nuova” configurazione acquisita dagli enti del terzo settore (ets), specie sul piano dei suoi effetti giuridici, e sulla identità organizzativa, alla ricerca del senso da assegnare alla propria presenza nelle comunità territoriali alla luce delle trasformazioni socio-culturali in atto.
Si possono individuare almeno due piani su cui questo scenario si sta componendo.
Il primo è di tipo, per così dire, “pragmatico”, e riguarda i modi e le strategie con cui gli enti cercano di contrastare gli effetti di queste trasformazioni sulla loro vita quotidiana: la diminuzione dei volontari, la discontinuità del loro coinvolgimento, l’aumento degli adempimenti burocratici e amministrativi, le dinamiche di invecchiamento della base volontaria e la difficoltà di attrarre i giovani. A ciò si aggiungono la costante preoccupazione per l’accesso alle risorse economiche, la necessità di fare i conti con la digitalizzazione – soprattutto nella gestione dei processi organizzativi e nelle forme di comunicazione -, la crescente complessità dei bisogni sociali e i rapporti talvolta controversi con il mondo della politica e con le pubbliche amministrazioni a livello locale.
Il secondo, invece, è di tipo più teorico, perché riguarda l’identità del terzo settore, la sua “natura”, la sua “funzione” nell’assetto “tripartito” Stato-Mercato-Terzo settore nella realizzazione delle politiche pubbliche. Per quanto possa apparire un tema “astratto”, lontano dalla esperienza quotidiana delle organizzazioni, in realtà è sul tipo di risposte che prevarranno nell’immaginario collettivo che si “gioca” il futuro del terzo settore, anche sul piano delle strategie concrete effettivamente percorribili per affrontare i problemi che si pongono sul piano più “pragmatico”.
Insomma, si tratta di due piani strettamente connessi. Leggi tutto e scarica il testo della ricerca
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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