Biografia di EMMA BONINO (1948-2026)

Emma Bonino (1948-2026)

Emma Bonino è stata una delle figure più importanti del radicalismo liberale italiano e una protagonista delle principali battaglie per i diritti civili, in Italia e a livello internazionale. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, è morta a Roma l’11 settembre 2026, all’età di 78 anni.[it.wikipedia][ilpost]

Formazione e impegno radicale

Trasferitasi a Milano a 18 anni, Bonino studiò all’Università Bocconi, dove si laureò nel 1972 in Lingue e letterature straniere con una tesi dedicata all’autobiografia di Malcolm X. Nel 1975 aderì al Partito Radicale, entrando rapidamente in contatto con Marco Pannella e con la tradizione radicale fondata su nonviolenza, referendum, disobbedienza civile e difesa delle libertà individuali.[ilpost][oggi]

Il suo primo grande impegno politico riguardò la legalizzazione dell’aborto. Alla fine del 1973 contribuì a fondare a Milano il CISA, Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, insieme ad Adele Faccio e ad altre militanti. Il centro offriva informazioni e assistenza alle donne, anche praticando interruzioni di gravidanza quando questa era ancora vietata dalla legge.

Nel gennaio 1975 la polizia fece irruzione nella struttura del CISA di Firenze e Bonino fu arrestata. Le autodenunce per “procurato aborto” e la pubblicizzazione degli aborti clandestini miravano a portare all’attenzione dell’opinione pubblica l’ipocrisia e la drammaticità della legislazione allora vigente. La mobilitazione radicale contribuì al percorso che portò alla legge n. 194 del 1978 e alla successiva conferma referendaria del 1981.[ilpost][open]

L’attività parlamentare

Nel 1976 Bonino fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Radicale. Fu rieletta nel 1979 e, nello stesso periodo, entrò anche nel Parlamento europeo.

Nel corso della sua lunga attività politica si impegnò per:

  • la difesa della legge sul divorzio e del diritto all’aborto;
  • la libertà di ricerca scientifica e la legalizzazione delle droghe leggere;
  • l’abolizione della pena di morte;
  • i diritti dei detenuti e delle persone soggette a discriminazioni;
  • il disarmo nucleare;
  • la tutela dei diritti del popolo tibetano;
  • la lotta contro i crimini di guerra e i genocidi;
  • la promozione di una Corte penale internazionale permanente.

Nel 1993 sostenne la nascita del Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nella ex Jugoslavia e fondò l’associazione “Non c’è pace senza giustizia”, impegnata contro l’impunità per i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il genocidio.[open]

Commissaria europea

Nel 1994 fu eletta con il sostegno della coalizione di centrodestra e nel 1995 Silvio Berlusconi la indicò come commissaria europea. Nella Commissione europea Santer si occupò di aiuti umanitari, tutela dei consumatori e politiche della pesca.

Come commissaria visitò aree colpite da conflitti e crisi umanitarie, tra cui la Bosnia-Erzegovina, il Ruanda e l’Afghanistan. Le sue missioni contribuirono a rafforzare la visibilità dell’azione umanitaria europea e della denuncia delle responsabilità internazionali nelle crisi africane e mediorientali. Nel 1999 la Commissione Santer si dimise collettivamente in seguito alle accuse di frode e cattiva gestione rivolte a membri dell’esecutivo europeo.[open]

Nello stesso anno la Lista Bonino ottenne alle elezioni europee l’8,5 per cento dei voti, il risultato elettorale più significativo raggiunto dai radicali a livello nazionale.[ilpost]

Ministra e vicepresidente del Senato

Nel 2006 Bonino entrò nel secondo governo Prodi come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2008 fu eletta al Senato della Repubblica e divenne vicepresidente di Palazzo Madama.

Nel 2013 fu nominata ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta. In questo ruolo si occupò di politica europea, crisi internazionali, cooperazione e tutela dei diritti umani. Il suo nome fu più volte indicato, soprattutto nel 2013, tra quelli dei possibili candidati alla Presidenza della Repubblica.[ilpost][open]

La candidatura al Quirinale non si concretizzò, ma Bonino rimase una delle personalità più riconoscibili della politica italiana: rispettata anche da molti avversari per la coerenza personale, l’autonomia di giudizio e la capacità di collegare le battaglie civili nazionali ai temi internazionali.

+Europa e gli ultimi anni

Nel 2017 contribuì alla nascita della lista “+Europa con Emma Bonino”, formazione europeista, liberale e federalista. Nel 2018 fu eletta senatrice in un collegio uninominale sostenuta dal centrosinistra. Dopo le elezioni politiche del 2022 non fu rieletta.

La sua attività politica proseguì anche negli anni successivi attraverso +Europa e le campagne per l’integrazione europea, lo Stato di diritto, i diritti civili, l’accoglienza dei migranti e la cooperazione internazionale. Nel 2024 sostenne la lista “Stati Uniti d’Europa”, che tuttavia non superò la soglia necessaria per ottenere rappresentanza al Parlamento europeo.[open]

Nel 2015 Bonino rese pubblica la diagnosi di un tumore al polmone. Affrontò le cure continuando, per quanto possibile, l’attività pubblica. Negli anni successivi parlò della remissione della malattia e, nel 2023, dichiarò di aver superato la fase più difficile.[ilpost]

Il significato della sua figura

L’eredità di Emma Bonino può essere letta su almeno tre piani:

  1. La modernizzazione civile dell’Italia. Le campagne per divorzio, aborto, autodeterminazione e libertà individuali contribuirono a trasformare il rapporto tra cittadini, Stato e diritti personali.
  2. Il metodo della disobbedienza nonviolenta. Bonino utilizzò referendum, raccolte di firme, autodenunce e gesti simbolici per rendere visibili problemi che le istituzioni tendevano a rimuovere.
  3. L’universalizzazione dei diritti umani. Dal conflitto nella ex Jugoslavia alla pena di morte, dalla fame nel mondo ai crimini internazionali, il suo impegno superò i confini italiani e si collegò alla costruzione di istituzioni sovranazionali più efficaci.

Emma Bonino ha rappresentato una concezione della politica come responsabilità individuale, iniziativa civile e difesa concreta delle libertà. La sua lunga vicenda pubblica ha attraversato il femminismo, il radicalismo, l’europeismo e la politica internazionale, lasciando un segno profondo nella storia della Repubblica italiana.


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