La compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari – a che punto siamo… | di Gaetano De Luca per Muoversi Insieme


gli enti locali possono legittimamente chiedere una contribuzione sul costo dei servizi sociali e sulla quota sociale dei servizi socio-sanitari.

Fatta questa importante premessa di principio generale, occorre peraltro evidenziare come le Amministrazioni Pubbliche non sono però libere di determinare le tariffe in modo totalmente discrezionale ma devono determinare la quota di compartecipazione al costo dei servizi in modo equo, rispettando una normativa specifica.

Cosa significa determinare la quota di costo in modo equo? In primo luogo significa chiedere la contribuzione al solo beneficiario del servizio e non a terze persone pur se parenti o perfino appartenenti allo stesso nucleo familiare. La legge sul punto è chiara: gli enti gestori dei servizi non possono chiedere contributi ai parenti tenuti agli alimenti (Art. 2 comma 6 Decreto Legislativo 109.1998).
In secondo luogo occorre determinare la compartecipazione al costo del servizio applicando ilcosiddetto principio di proporzionalità, ovvero calcolarla in proporzione alla ricchezza ovvero alla situazione economica e patrimoniale del beneficiario. In parole povere una persona ricca è giusto che paghi di più di una persona povera.

Ma come si fa a valutare e verificare la ricchezza di una persona anziana che chiede di accedere a un servizio sociale o socio-sanitario? Lo strumento di misura ancora oggi attualmente in vigore dal punto di normativo è l’I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

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Verso il Decreto sull’ISEE: la FISH incontra il sottosegretario Guerra, da Superando.it


la Manovra Finanziaria varata dal Governo Monti alla fine del 2011 (Legge 214/11) prevede la revisione dei criteri di calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e degli àmbiti di applicazione di questo strumento.
Si tratta di un intervento normativo che interessa milioni di famiglie italiane e che può condizionarne l’accesso a servizi, prestazioni sociali e agevolazioni di varia natura. In tal senso la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) è stata convocata dal sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, per una prima consultazione sulla bozza di Decreto sull’ISEE, su cui sono in corso le stesure preliminari.

Guerra ha presentato le linee essenziali di intervento che riguarderanno principalmente i criteri di calcolo dell’ISEE, mentre verrebbe rinviata a un atto successivo l’indicazione delle prestazioni sulle quali l’Indicatore dovrebbe applicarsi.
Il nuovo Decreto prenderà consistenza attorno alle indicazioni normative, vale a dire: ridefinizione dei redditi da computare, maggiore peso della componente patrimoniale, ma anche compensazioni che consentano una maggiore equità e selettività dello strumento.
Dal canto suo la delegazione della FISH ha ribadito la raccomandazione di non considerare “redditi” ai fini dell’ISEE le provvidenze assistenziali, quali – ad esempio – le pensioni e le indennità per gli invalidi civili, e di escluderne, comunque, l’applicazione per le prestazioni legate alla grave disabilità e ai percorsi di autonomia personale.
Anche l’impianto delle eventuali deduzioni forfettarie e per spese significative sostenute dovrà essere attentamente analizzato, per evitare che le famiglie con persone con disabilità siano trattate meno favorevolmente degli altri nuclei familiari.

Più in generale la FISH ha sottolineato come questo intervento normativo abbia senso ed efficacia solo dopo una preliminare definizione dei Livelli Essenziali dell’Assistenza (LEA), anche per evitare che si verifichino gravi disparitàdi trattamento nelle varie Regioni e nei singoli Comuni.

da Superando.it – Verso il Decreto sull’ISEE: la FISH incontra il sottosegretario Guerra.

Rapporto ISEE – Ministero del Lavoro e Politiche Sociali


E’ disponibile la quarta edizione del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali.

Nel Rapporto, frutto di una collaborazione tra la Direzione generale per l’inclusione e i diritti sociali di questo Ministero e il CEr (Centro Europa Ricerche), si analizza in maniera puntuale la dinamica recente della diffusione dello strumento, sia dal punto di vista territoriale che delle prestazioni che lo adottano; si esaminano poi le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali della popolazione ISEE, anche con riferimento alla popolazione nata all’estero, nonché le caratteristiche economiche, mediante l’analisi delle distribuzioni dell’indicatore ISEE nel suo complesso, ma anche nelle sue componenti reddituali e patrimoniali.
Come già nella passata edizione, sono presentate in appendice le principali statistiche con dettaglio provinciale. Si rimanda invece alle edizioni precedenti le considerazioni sulla selettività di alcune variabili e sulla dimensione longitudinale della popolazione.

Approfondimenti alla pagina;
http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/AreaSociale/Inclusione/

quarta edizione (anno 2010) del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali


E’ disponibile la quarta edizione (anno 2010) del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali.

Nel Rapporto, frutto di una collaborazione tra la Direzione generale per l’inclusione e i diritti sociali di questo Ministero e il CEr (Centro Europa Ricerche), si analizza in maniera puntuale la dinamica recente della diffusione dello strumento, sia dal punto di vista territoriale che delle prestazioni che lo adottano; si esaminano poi le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali della popolazione ISEE, anche con riferimento alla popolazione nata all’estero, nonché le caratteristiche economiche, mediante l’analisi delle distribuzioni dell’indicatore ISEE nel suo complesso, ma anche nelle sue componenti reddituali e patrimoniali.

Come già nella passata edizione, sono presentate in appendice le principali statistiche con dettaglio provinciale. Si rimanda invece alle edizioni precedenti le considerazioni sulla selettività di alcune variabili e sulla dimensione longitudinale della popolazione.

• Rapporto ISEE 2010 (formato .pdf 1 Mb)
• Appendice al Rapporto ISEE 2010 (formato .pdf 535 Kb)


Edizioni precedenti

• Rapporto ISEE 2009
• Appendice al Rapporto ISEE 2009

da: LPS – Lavoro e Politiche Sociali  –  Presentazione.