
Introduzione storica
“Un secolo di follia” di Vittorino Andreoli (Rizzoli, 1991) traccia la storia della psichiatria nel Novecento, partendo dal saggio di Freud e Breuer su “L’Isteria” (1895), che introduce la terapia della parola rendendo il paziente attivo anziché passivo. Il libro arriva fino agli anni ’90, tra neuroscienze, psicofarmaci e incertezze terapeutiche, evidenziando il passaggio da trattamenti repressivi a approcci scientifici.
Evoluzione iniziale: da Charcot a Kraepelin
Andreoli descrive le teorie di Charcot sull’isteria come patologia organica cerebrale, con fasi epilettica, dei grandi movimenti, passionale e delirante; assimila isteria e ipnosi (letargica, catalettica, sonnambulica). Kraepelin introduce nosografia moderna con “Trattato di psichiatria” (1899), distinguendo demenza precoce (schizofrenia) da psicosi maniaco-depressiva, influenzando classificazioni successive. Figure come Pinel ed Esquirol liberano i folli dalle catene, mentre Morel conia “demenza precoce”.
Terapie fisiche e controversie
Si passa a shock insulinico (Sakel), lobotomia e elettroshock, criticati per effetti collaterali; l’antipsichiatria di Laing e Foucault (“Storia della follia”) vede la follia come prodotto sociale repressivo, con internamento come strumento di controllo. Foucault lega follia a sragione, sessualità repressa e Scientia sexualis del XIX secolo.
Era dei farmaci e neuroscienze
Nel 1952 arriva la clorpromazina (primo neurolettico), seguita da iproniazide e imipramina (antidepressivi); questi agiscono su mediatori sinaptici, ma Andreoli nota che non si dimostra causalità diretta con la follia. Critica l’idea di un cervello “a zone” lesionate, passando a visioni multifattoriali (cause interne/esterne intrecciate).[lafeltrinelli]
Prospettive critiche e culturali
Andreoli integra pensatori come Marcuse (“Eros e civiltà”), che vede follia nel capitalismo consumistico e propone eros liberato contro psicoanalisi tradizionale; Piaget sullo sviluppo cognitivo (sensomotorio, preoperativo). Il libro riflette ambiguità odierne: farmaci efficaci ma parziali, bisogno di parola e comprensione umana della follia.ibs+1
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
