Invecchiare, citazioni raccolte nei primi anni 2000 nel sito segnalo.it

da: https://www.segnalo.it/TRACCE/CIT/CIT.htm

invecchiare

Eccoci qui, ancora soli. C’è un’inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza … Fra poco sarò vecchio. E la

sarà finita, una buona volta. Gente n’è venuta tanta, in camera mia. Tutti han detto qualcosa. Mica m’han detto gran

che. Se ne sono andati. Si sono fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo.

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La vecchiaia è una condizione pietosa, con i ricordi che incombono, la decadenza fisica, la pigrizia, le angosce che

aumentano, e la gente che ti guarda storto, perché con i tuoi passi lenti ingombri la strada, fai allungare le file, ti

muovi in modo impacciato come i bambini.

Però la vecchiaia ti conferisce anche una maggiore autorità, anche se un po’ ipocrita: ti riconoscono il ruolo del

saggio, ma a patto che te ne stai in disparte.

 In realtà i vecchi li si vorrebbe eliminare: perché la nostra cultura ha paura di tutto, dell’insuccesso, della malattia,

della morte.

La funzione del comico è, appunto, quella di esorcizzare questo timore di vivere”.

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Invecchiare mi fa orrore, ma è l’unico modo che ho trovato per non morire giovane

invecchiare

Io sono quasi al termine del mio viaggio. La salute del corpo e della mente è buona, la capacità di lavoro non è

diminuita e la fantasia è sempre quella che mi ha tenuto compagnia per tanti anni, conducendomi a progettare il

futuro e a fìngermi nuovi sentieri da esplorare e percorrere.

Eppure sento che il viaggio volge alla fine.

Lo sento da molti segnali, il primo dei quali è propriamente quello di sentirlo. E poi dalla pienezza di me che ho

finalmente raggiunto; perché ora sono certo che tutto ciò che la mia natura era capace di esprimere nel pensare e

nel fare, io l’ho fatto e pensato.

Posso ripetermi e forse pensare e fare meglio; meglio, ma non diverso.

O forse in modo più stanco e meccanico, più trasandato e impreciso. Comunque, che queste aggiunte vi siano o no,

non cambierà gran cosa.

Non lascio nulla che non sia stato compiuto, nei limiti in cui ho potuto e saputo.

I disegni rimasti a mezzo, i destini non realizzati fino in fondo, è perché fin lì la mia natura è riuscita a viverli; più oltre

avrebbe fatto violenza a sé stessa  e non è andata, ma certo ha teso la sua corda con  tutte le forze che aveva a

disposizione.

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E viene, nella vita, il momento che l’ombra della morte ci è al fianco, e non se ne stacca. Non più insofferenze,

ribellioni, paure…; la consapevolezza solo di una necessità ineluttabile. Un evento naturale la morte; come il

succedersi ordinato delle quattro stagioni, come l’avvicendarsi regolare della luce e del buio.

invecchiare

Io sono quasi al termine del mio viaggio. La salute del corpo e della mente è buona, la capacità di lavoro non è

diminuita e la fantasia è sempre quella che mi ha tenuto compagnia per tanti anni, conducendomi a progettare il

futuro e a fingermi nuovi sentieri da esplorare e percorrere.

Eppure sento che il viaggio volge alla fine.

Lo sento da molti segnali, il primo dei quali è propriamente quello di sentirlo. E poi dalla pienezza di me che ho

finalmente raggiunto; perché ora sono certo che tutto ciò che la mia natura era capace di esprimere nel pensare e

nel fare, io l’ho fatto e pensato.

Posso ripetermi e forse pensare e fare meglio; meglio, ma non diverso.

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