MIMMO GANGEMI, Il diritto di non essere eroi, in La Stampa

qui dobbiamo continuare a vivere. Assieme alla ’ndrangheta. Che è un’organizzazione potente, spietata, appena sfiorata dal fenomeno del pentitismo. La ’ndrangheta è dura da sconfiggere, perché entra nelle case, sorride e porge la mano, lusinga, soccorre a volte – seppure ne chieda sempre il prezzo – e si compone di gruppi di famiglia difficili al tradimento. Qui la ’ndrangheta sono le persone che incontri per strada e con cui scambi parole e cortesie, qui è forte delle ricchezze accumulate dal niente, qui fa invidia ed esempio. Qui diventa Stato, se ne sostituisce. Questo ha imparato a farlo bene: ormai non si accontenta di orientare i voti su persone gradite, ma candida i suoi rampolli, prova a farli sindaci, deputati regionali, parlamentari. Adesso può, perché li ha mandati a studiare, li ha armati di lingua e del sorriso accattivante, ha dato loro modi che ingannano di rispettabilità.

tutto l’articolo qui:

Il diritto di non essere eroi – LASTAMPA.it

Blogged with the Flock Browser

5 commenti

  1. Mimmo Gangemi sarà a Bovalino invitato dall’UNLA (Unione Nazionale Lotta contro l’Analfabetismo)il 26 febbraio e sarà un piacere per me, dirigente dell’Ente presentarlo al pubblico. Ho letto con molta attenzione quanto ha scritto su La Stampa e mi sento onorato di essere suo conterraneo. Non abbiamo proprio bisogno di eroi. Troppi uomoni di legge, troppi giovani, troppi bambini sono morti da eroi. Ma sono morti. Non ci sono più. Chi racconta la nostra terra senza esserci vissuto può solo gonfiare il petto e perdersi nelle frasi fatte. Un grazie di cuore all’ingegnere per averci dato un po’ di speranza.

    "Mi piace"

  2. Le parole di mimmo Gangemi sono macigni nella coscienza dei calabresi onesti, di quelli che hanno dovuto lasciare la propria terra per provare, altrove, a vivere liberamente, ove ciò è ancora possibile, e non in libertà condizionata in Calabria. Le grandi ondate migratorie dei calabresi sono anche dovute alla ricerca dell libertà e non solo del lavoro, che in Calabria c’è ma è in mano o gestito da pochi. Il lavoro c’è se solo la Calabria fosse una terra libera e parte di uno Stato forte, dove la libera imprenditorialità ed il coraggio, uniti all’impegno ed alla tenacia fanno crescere sviluppo e lvoro. Sono migliaia anzi milioni i figli di calabria che fuori della loro terra hanno dimostrato le grandi doti di cui dspongono, diventando esempio ovunque tranne che nella loro terra, dove non erano e non sono nessuno. Caro Gangemi lei ha ragione a gridare forte a tutti di essere lasciati liberi, almeno questo, nella scelta di non essere eroi e di emigrare in silenzio. anzi di andare in esilio, per poter vivere in parte da uomini liberi e per non dover ” passare” per omertosi o peggio per scemi.

    "Mi piace"

  3. Caro Ingegner Gangemi,mi piace come scrive lei della nostra terra di Calabria;mi è pure piaciuto il suo articolo sui fatti di Rosarno.La nostra generazione di quasi ultra cinquantenni credo stia riflettendo tanto su questo destino,su questa irredimibilità della nostra terra.Stiamo pensando parecchio se augurarci o meno che i nostri figli vivano la loro vita quà o fuori.Per onestà intellettuale devo dire qualcosa di scomodo e cioè che il fenomeno ‘ndrangheta, a mio avviso va compreso nella sua fisionomia sociale,oltrechè quella giudiziaria e penale,ma sopratutto va trovata una risposta a quanto la coscienza individuale richiede per sentirsi nel giusto rispetto a questo fenomeno e ai suoi protagonisti.Io penso che di riflesso- e sottolineo di riflesso-tutta queta varia umanità che è la ‘ndrangheta e gli ‘ndranghetisti,ci appartiene in pieno come calabresi.Affetti,legami parentali,amicali,vicinanza di abitazione,di letto d’ospedale,nei banchi di scuola e di giochi dei loro figli con i nostri,la partecipazione ai lutti paesani,ai matrimoni,i rapporti della quotidianità,il caffè al bar,etc. etc. etc..Tutto questo è interrelazione,simbiosi naturale,pur non essendo connivenza,con quel mondo che non è un mondo di marziani,nè di bestie.Per combattere la ‘ndrangheta ma dando agli ‘ndranghetisti,una volta espiata le pene,l’opportunità di avere un lavoro,esercitare un’attività,vivere una vita normale,a cui hanno umanamente diritto gli ‘ndrenghetisti ed i loro figli,ci vogliono grandi Uomini con grandi Ideali,ispirati dal più profondo Cristianesimo,una vera èlite rivoluzionaria. E in quest’Italia,non donna di provincia ma bordello,non se ne vede neanche l’ombra.
    Domenico Giordano

    "Mi piace"

  4. Mi farebbe tanto piacere avere come ospiti i signori che hanno commentato l’articolo di Mimmo Gangemi. all”incontro con lo scrittore (il libro è stato presentato in molte cittadine della Calabria) del 26 febbraio alle ore 18.00 presso l’Orchidea Residence di Bovalino. Sarà un’occasione importante per incontrare l’autore e confrontarci.

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Domenico Agostini Cancella risposta