Istat: stime spesa Amministrazioni pubbliche Classifica europea, Regioni.it Newsletter n. 1501 del giovedì 21 gennaio 2010

 
(regioni.it) L’Istat presenta le stime della spesa a prezzi correnti delle Amministrazioni pubbliche per funzione, riferite al periodo 1990 – 2008.
L’Istat fornisce inoltre un confronto internazionale per l’Italia relativo al periodo 2000-2007: nella media del periodo i paesi con un elevato debito pubblico, quali Belgio, Italia, Grecia e Cipro, presentano una piu’ alta percentuale di spesa per la funzione dei Servizi generali dell’Amministrazione pubblica, che accoglie al suo interno una specifica classe dedicata agli oneri sul debito pubblico.
La classificazione della spesa pubblica per funzione utilizzata nei conti nazionali fa riferimento alla classificazione COFOG (acronimo di Classification Of Function Of Government,classificazione internazionale dalle principali istituzioni che si occupano di contabilità nazionale: OCSE, FMI, Eurostat). E’ articolata in 3 livelli di analisi: il primo livello è costituito da dieci divisioni, ciascuna delle quali è suddivisa in gruppi, a loro volta ripartiti in classi. Le spese per interventi e servizi di tipo collettivo sono oggetto delle prime sei divisioni; quelle di tipo individuale vengono incluse nelle rimanenti divisioni.
Per rendere più agevole l’analisi della spesa per funzione, i dieci raggruppamenti di primo livello, previsti dalla COFOG sono stati aggregati in sei voci
1. Funzioni tradizionali (servizi generali delle amministrazioni pubbliche, difesa, ordine pubblico e sicurezza);
2. Affari economici (agricoltura, attività manifatturiere, trasporti, telecomunicazioni, ecc.);
3. Protezione dell’ambiente, abitazioni e assetto del territorio;
4. Sanità;
5. Cultura, attività ricreative e istruzione;
6. Protezione sociale (previdenza ed assistenza).
Piu’ esborso per redditi da lavoro e prestazioni sociali. Continua a crescere la spesa pubblica, fino a sfiorare il 50% del prodotto interno lordo. Dalle ultime statistiche sulla spesa delle amministrazioni pubbliche dell’Istat emerge che il periodo 2000-2008 e’ caratterizzato da un trend crescente della spesa in rapporto al Pil, che passa dal 46,2 per cento del 2000 al 49,3 per cento del 2008, con una media pari al 48,2 per cento. La spesa complessiva al netto degli interessi mostra l’andamento crescente. la spesa primaria, ovvero la spesa complessiva al netto degli interessi, mostra un andamento crescente per gli anni in esame: i valori registrati nel 2000 e nel 2008 sono pari, rispettivamente, al 39,9 per cento e al 44,1 per cento del Pil.
Per quanto riguarda la funzione di Protezione dell’ambiente la percentuale di spesa per l’Italia (mediamente dell’1,8 per cento) si colloca sugli stessi livelli dei maggiori paesi europei.
Per quanto riguarda le principali spese per erogazione di servizi a carattere individuale (istruzione, sanita’, protezione sociale, ecc.) si osserva che la quota di spesa per la sanita’ dell’Italia (pari in media, nel periodo, al 13,7 per cento) risulta abbastanza vicina a quella degli altri principali paesi dell’EU16 (13,5 per cento). In cima a questa graduatoria si colloca l’Irlanda, mediamente con oltre il 20 per cento della spesa totale, mentre Cipro (con il 7,2 per cento), i Paesi Bassi (con il 10,0 per cento) e la Grecia (poco piu’ del 10 per cento) sono nelle ultime posizioni. 
L’Istat fornisce inoltre un confronto internazionale per l’Italia relativo al periodo 2000-2007: nella media del periodo i paesi con un elevato debito pubblico, quali Belgio, Italia, Grecia e Cipro, presentano una piu’ alta percentuale di spesa per la funzione dei Servizi generali dell’Amministrazione pubblica, che accoglie al suo interno una specifica classe dedicata agli oneri sul debito pubblico.

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(red/21.01.10)

Newsletter n. 1501 del giovedì 21 gennaio 2010

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