Massimo Ilardi e la città visibile
Due concetti, quello dei non luoghi e quello calviniano delle città invisibili, hanno dominato la sociologia urbana degli ultimi vent’anni. Secondo Massimo Ilardi, uno dei più attenti osservatori dei fenomeni metropolitani, le categorie inventate da Augée e dall’autore della trilogia degli antenati, non bastano più a interpretare il cambiamento della nostra città. Nel suo pensiero, metropoli vuol dire soprattutto occupazione, appropriazione, consumi spesso periferici e illegali del territorio che hanno la capacità di autolegittimarsi nel tempo e nello spazio. Nascono da queste basi opere come In nome delle strade e Il tramonto dei non luoghi, di cui Massimo Ilardi spiega, per gli ascoltatori di Fahrenheit, le idee centrali.
Massimo Ilardi e la città visibile , Radio 3 – Fahrenheit
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Sto leggendo con interesse per una recenzione per il Premio Letterario Pozzale Luigi Russo il volume di Massimo Ilardi : Il Potere delle minoranze.
Vorrei relazionare con l’Autore all’indirizzo
tvasco1@alice.it
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prova a cercarlo attraverso http://www.123people.com/
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