LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

LA LOMBARDIA PER GLI ANIMALI.  COSA E’ STATO FATTO DALLA REGIONE LOMBARDIA PER GLI ANIMALI NEGLI ULTIMI 5 ANNI. QUALI IMPEGNI PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE.
NEL BILANCIO STILATO DALLA LAV, BOCCIATA L’AMMINISTRAZIONE FORMIGONI.

 

 

Cani&Gatti – voto: 5

11 luglio 2006, con 15 anni di ritardo la Regione Lombardia è l’ultima regione a dare attuazione alla Legge quadro 281/1991 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”. La legge regionale approvata, la n.16/06 (poi inserita nel T.U. 33/2009)  è indubbiamente una delle più efficaci in materia e  tra le novità più rilevanti vanno ricordate l’ istituzione della Consulta Regionale per la lotta al randagismo e la tutela degli animali d’affezione; la previsione di un Piano triennale regionale per gli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo; la clausola valutativa per la effettiva rendicontazione triennale degli interventi effettuati, delle iniziative attuate e dei risultati che si sono ottenuti; la previsione di istituire Uffici Tutela Animali nei Comuni.

Tuttavia, proprio nell’implementazione degli aspetti più significativi introdotti con la legge “randagismo” la Regione manifesta ancora una volta lo scarso interesse sul tema: la Consulta Regionale, di cui LAV è componente, è istituita presso la Direzione Generale Sanità con un anno e mezzo di ritardo, e convocata nella sua prima seduta solo dopo due anni dall’approvazione della legge. Il Piano Triennale di intervento, che la Consulta ha elaborato e che sarebbe dovuto servire per sbloccare 6 milioni di euro che la Regione non ha mai speso nell’attuazione della legge quadro, è calendarizzato nei lavori consiliari (per il parere preventivo prima della successiva approvazione definitiva da parte della Giunta) solo a gennaio 2010 e così, la Regione Lombardia ha concluso il mandato senza spendere nemmeno un euro dei 6 milioni disponibili.


Caccia e fauna selvatica – voto: 0

In questa materia la Regione Lombardia è stata una delle regioni più prolifiche da un punto di vista legislativo, ma non per  tutelare la fauna selvatica bensì per abbatterla: 15 le leggi regionali per la liberalizzazione indiscriminata della caccia; 2 le leggi regionali sentenziate illegittime dalla Corte Costituzionale (sentenze 250 e 405 del 2008); 1 la legge regionale (la 24/2008) ancora all’esame della Corte Costituzionale; 1 Ordinanza del Presidente della   Corte di Giustizia Europea che ha ordinato all’Italia di sospendere immediatamente  la caccia  in “deroga” autorizzata dalla Lombardia; decine i progetti di legge pro-caccia-selvaggia presentati dai Consiglieri Regionali di maggioranza ma anche da alcuni consiglieri di opposizione.

A differenza del tema “cani&gatti” la “caccia” ha beneficiato di parecchia attenzione da parte dell’istituzione regionale, al punto che in più occasioni  pur di arrivare all’approvazione di leggi finalizzate all’ampliamento delle specie cacciabili, il Consiglio Regionale è stato convocato anche in sedute straordinarie notturne e nei fine-settimana.

Notevole l’impegno di alcuni consiglieri, con l’avvallo della Giunta, nel derogare alle norme comunitarie di tutela delle specie migratrici pur di inserirle nei calendari venatori al fine di soddisfare gli appetiti dei cacciatori.

Circhi – voto: 4

Nel 2000 il Ministero dell’Ambiente ha emanato, tramite la Commissione Scientifica CITES e ai sensi della legge 150/92 sul commercio internazionale di specie di fauna e flora in via di estinzione, le Linee Guida per il corretto mantenimento di molti degli animali che continuano ad essere prigionieri del circo (Linee Guida integrate in data 19 aprile 2006 con prot. DPN/10/2006/11106). Tuttavia, grandi felini, elefanti, scimmie orsi ecc. continuano ad essere detenuti in condizioni che violano palesemente tali disposizioni, e sempre più frequenti sono le pronunce della magistratura in materia.

Nessun interesse dimostrato dalla Regione rispetto alle istanze LAV di fare rispettare ai circhi le disposizioni minime individuate dal Ministero dell’Ambiente, finalizzate alla tutela degli animali esotici che ancora oggi sono sfruttati in queste forme di spettacolo.

Vivisezione – voto: 4

Nel triennio 2004 -2006 (dati pubblicati su G.U. n.243 del 16-10-2008 ai sensi del decreto legislativo 116/92) rispetto ai tre anni precedenti  in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di:

cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003) 

suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003)

bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003) 

uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003) 

pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003).

Le specie più rappresentate continuano a essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314), animali largamente impiegati per il loro costo ridotto e per la facilità cui si maneggiano, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.

Non si rileva nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero totale di animali utilizzati, anche se il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale. 

C’è stato un lieve calo nel 2006, ma la “media” dell’ultimo triennio è più alta di 282 animali rispetto alla media del precedente. Si è passati infatti da 911.680,6 (2001-2003) a 911.962,3 (2004-2006), con un totale di ben 2.735.887 animali che, nei tre anni in esame, sono stati rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.

Il dato numerico, già di per sé allarmante, è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi.

Dal Rapporto LAV elaborato su dati diffusi dal Ministero della Salute, risulta inoltre che dei quasi 600 stabilimenti utilizzatori (dove si pratica vivisezione) presenti in Italia, 130 sono nella sola Lombardia, mentre per quanto riguarda gli allevamenti di animali per la vivisezione, tra gli 8 dei più importanti, 4 sono in Lombardia.

 

2 le proposte di legge presentate in Consiglio Regionale e finalizzate alla promozione dei metodi sostitutivi a quelli che prevedono l’uso degli animali, ma mai inserire all’ordine del giorno dei lavori delle commissioni consiliari.

 

LEGGI LE INDICAZIONI DI VOTO DELLA LAV

LAV

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