Paolo Ferrario: alternative per colloqui di ricevimento studenti

Gentili studenti della  laurea magistrale  in Scienze pedagogiche,

Corso Politiche sociali 2011/2012

come forse sapete ho solo un contratto di tipo privato esterno alla Università di Milano Bicocca – facoltà di scienze pedagogiche (docente a contratto si chiama questa formula amministrativa).

Sono, dunque, nella impossibilità residenziale e logistica di avere i cosiddetti momenti di “ricevimento studenti” per colloqui connessi alla formazione, se non in occasione delle mie lezioni durante il corso oppure dopo le date di esame.

Tuttavia oggi le tecnologie internettiane sono del tutto in grado di sostituire in modo ancora più efficace  le distanze fisiche fra le persone.

Dunque, in alternativa, vi sottopongo queste tre diverse soluzioni:

1. fissare un appuntamento telefonico e video tramite Skype. Skype è di facilissimo uso. In quella piattaforma mi chiamo paoloamalteo. E’ davvero facilissimo: lo uso per contatti di lavoro e posso fare riunioni a distanza con fino ad otto persone contemporaneamente: in pratica Skype consente una attività didattica a distanza con risultati comunicativi quasi equivalenti al lavoro d’aula.

2. formulare quesiti tramite EMail: risponderò per iscritto (“verba volant“, scripta manent“) oppure – in caso di questione di particolare argomentazione tematica – tramite un audio che renderò disponibile online (una specie di micro-lezione)

3. interagire in forma scritta e pubblica tramite il blog che state leggendo in questo istante:  http://aulevirt.wordpress.com.

Quest’ultimo strumento è integrato con l’aula virtuale di Segnalo.it che, essendo un sito, è una pagina statica. Mentre http://aulevirt.wordpress.com è un blog dinamico che consente di immettere commenti in ciascun post (collegato al tema di una lezione o comunque contenente una unità informativa)) e sviluppare lì un colloquio

Spero di non avervi frastornato con queste strumentazioni internettiane.

Anche se ho 61 anni e vado inesorabilmente e rapidamente verso i 62, ritengo queste tecnologie una rivoluzione comunicativa infinitamente superiore alla scoperta della stampa.

Impossibile esser “moderni” e non padroneggiarle. Proprio per non diventarne schiavi e, invece, metterle al servizio dei nostri bisogni individuali e collettivi.

Non se ne può fare a meno e sono dei formidabili strumenti di comunicazione intersoggettiva.

Concludo suggerendo un mio articolo sull’

Colgo l’occasione per salutare con cordialità

e  per augurare buon futuro

Paolo Ferrario

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