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Insomma, mi pare che il manifesto veltroniano, a dispetto del riformismo radicale di alcuni suoi firmatari, non ci fornisca una diagnosi dei mali del Paese poi tanto diversa da quella che – con malinconica monotonia – il centro-sinistra ripete dal 2001, e il Pd di Bersani continua meccanicamente a fare propria. Eppure, se quella diagnosi è giusta, se la maggior parte dei nostri mali discendono dalla disastrosa conduzione del governo da parte di Berlusconi e Tremonti, allora il problema numero uno dell’Italia è togliere il tappo del berlusconismo, e la linea sostanzialmente frontista di Bersani, alleanze le più larghe possibile per liberarci del tiranno, è la linea che logicamente ne consegue.
Ma se invece si ritiene che Bersani sbagli, allora forse bisogna avere il coraggio di riconoscere un’altra immagine dell’Italia, di esplicitare un’altra diagnosi dei nostri mali. Una diagnosi in cui, ad esempio, non si abbia timore di indicare i lussi che non possiamo più permetterci: andare in pensione a 60 anni, spendere 100 per servizi che potremmo produrre con 70, stabilizzare centinaia di migliaia di precari per mantenere il consenso politico ai governanti, di destra o di sinistra che siano. Il problema è che una diagnosi più realistica, che non riconducesse tutti i mali economico-sociali del Paese alla devastazione del berlusconismo, avrebbe sì il pregio di rendere evidente il semplicismo della linea attuale del Pd, ma renderebbe anche molto più difficile tenere unito il partito. Dopo vent’anni di analisi a senso unico, ci sono verità che al popolo di sinistra non si possono dire, e infatti non vengono dette. E ci sono terapie che si possono sussurrare nei seminari, nei convegni, nelle commissioni parlamentari, ma non si possono proporre nei comizi, nelle piazze, nelle feste di partito. Quali verità e quali terapie?
Ad esempio, che la spesa pubblica va ridotta ancora di più di quanto abbia fatto Tremonti, altrimenti non abbasseremo mai le tasse sui produttori. Che il lavoro che fanno Brunetta e Gelmini in materia di pubblico impiego può essere fatto meglio, forse molto meglio, ma comunque va fatto. Che il Mezzogiorno non può continuare ad assorbire risorse che non produce, se non altro perché i quattrini sono finiti. E che, sulla mafia, quel che ci auguriamo è che un futuro governo di centro-sinistra non faccia rimpiangere Maroni.
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La lucida come sempre analisi di Ricolfi infastidisce una sinistra senza idee e senza proposte, salvo quelle della “Sinistra” illuminata con pensieri e logiche attuali ed avanzate di Ichino e tanti altri come lui, alla logica dei numeri non si scappa. La “Sinistra buia” persegue la filosofia che considera il “popolo”, suddito e ignorante e ignora che le nuove generazioni lavoratrici e più colte dei loro padri e nonni non ci credono più. Quanto al lavoro ed il precariato è la logica conseguenza di una scuola incapace di generare competenze e capacità che occorrono al paese: abbiamo una pletora di laureati in discipline che non servono. Abbiamo bisogno di tecnici, di specialisti, e soprattutto di giovani che hanno oltre che bisogno voglia di lavorare e d’impegnarsi. In alcune aree del sud il miraggio è ancora il posto fisso e parassitario in un carrozzone statale o parastatale. La sinistra pesca voti in questi bacini con promesse che la ferrea logica dei numeri non consentiva ed oggi non consente nè consentirà di mantenere. La sinistra vorrebbe distribuire una ricchezza che la classe produttrice non è più in grado di generare. Lo Stato ed i suoi nuovi, recenti e meno boiardi hanno fame di soldi che non ci sono più. cosa ci facciano in giro i vecchi predatori, portaborse e affaristi legati al sistema politico-partitico non è dato sapere. Le prossime elezioni sono generate non da un conflitto di idee ma da una lite per “futili motivi”, ovvero una moderna “Elena”, legata ad un attempato “Paride”. Andate nei bar o nei posti pubblici ed ascoltate il popolo, della “Elena”, dicono che non è nemmeno bella, e di Montecarlo dicono che “E’ la solita roba.”, che uno vale l’altro che tanto nulla cambia.
Saranno i numeri e l’aritmetica a farci cambiare! Iniziate piantare pomodori sul terrazzino.!!
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caro odescalchi grazie per questa analisi bello ed istruttivo chiaccherare con te. la cosa interessante che le analisi di ricolfi infastidiscono i politici e gli “intellettuali” del Pci/Pds/PD. e invece occorrerebbe stare attenti a queste ricerche e cominciare da capo (questo s un “vero inizio” ) a costruire una strategia della sinistra liberale del 2000 ma il contesto estremamente sfavorevole. La sinistra mi sembra il mago del secchio di walt disney che ha evocato forze (con la sua vocazione alla globalizzazione non regolata) che no sa gestire e che la travolgono dunque: meritata sconfitta il dramma che la destra ancora dominante quella berlusconian-gheddafiana che fa a pezzi chiunqu si opponga al suo violento dominio buone ore e alla prossima paolo ferrario
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caro odescalchi
grazie per questa analisi
è bello ed istruttivo chiaccherare con te.
la cosa interessante è che le analisi di ricolfi infastidiscono i politici e gli “intellettuali” del Pci/Pds/PD.
e invece occorrerebbe stare attenti a queste ricerche e cominciare da capo (questo sì un “vero inizio” ) a costruire una strategia della sinistra liberale del 2000
ma il contesto è estremamente sfavorevole. La sinistra mi sembra il mago del secchio di walt disney che ha evocato forze (con la sua vocazione alla globalizzazione non regolata) che no sa gestire e che la travolgono
dunque: meritata sconfitta
il dramma è che la destra ancora dominante è quella berlusconian-gheddafiana che fa a pezzi chiunqu si opponga al suo violento dominio
buone ore e alla prossima
paolo ferrario
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