Fini insiste: il «cuore» delle riforma federale per il presidente della Camera è «l’adozione del criterio dei costi standard e la disciplina del fondo perequativo»

….

Sul piano del federalismo Fini ha spiegato all’assemblea valdostana: «Alla base della richiesta da parte dei cittadini di rafforzare il processo di forte decentramento territoriale e alla base della crescente popolarità del termine federalismo non vi è un nostalgico guardare indietro alle piccole patrie preunitarie e nemmeno vi è un fascino per un’inesistente identità padana, bensì l’insoddisfazione per il cattivo funzionamento dello Stato centralista, che negli ultimi anni ha preso più vigore».

Ma il «cuore» delle riforma federale per il presidente della Camera è «l’adozione del criterio dei costi standard e la disciplina del fondo perequativo». Lo scopo è «evitare sprechi e realizzare un equilibrio accettabile tra risorse impiegate e qualità e quantità di servizi». Trovare i costi standard dei servizi «è operazione assai complessa, con delicate operazioni di ponderazione dei dati». Sul fondo perequativo «non ci possono essere arretramenti o compromessi al ribasso, differenze di trattamento per i servizi essenziali». Ancora: «Per le spese di sanità, assistenza e istruzione deve essere coperta per intero la differenza tra il fabbisogno standard e il gettito dei tributi dedicati a tali spese».

Fini ha tenuto una lezione su «Le ragioni dell’altro»

….

in:

Fini insiste: al voto con la nuova legge – LASTAMPA.it.


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

2 commenti

  1. Già,bel politichese con bizantinismi vari causa voti. I costi standard per i materiali sono facili da determinare, per la produttività è altrettanto facile se produci oggetti. Se produci/vendi servizi è più complesso, anzi, altrettanto facile sempre sia possibile. Fini ci deve spiegare come fare quando emergerà che a parità di servizio erogato nel posto A occorre un addetto e nel posto C ce ne sono 4. Anni fà feciuna consulenza organizzativa (revisione della pianta organica e misure di produttività individuale) in un comune dell’interland Milanese, bel lavoro, pagato poco ma interessante svolto in 15 giornate/uomo. Dal rapporto emergeva che “crescevano” un 20% di addetti praticamente nulla-facenti che avrebbero potuto essere previa formazione riallocati in altre aree. Il Cliente apprezzò molto il lavoro fatto con logiche di contabilità industriale normalmente tenute anche nelle piccole industrie della zona e quindi conosciute dalla popolazione ivi impiegata. Risultato: non si può fare. E nulla si fece.Quel 20% di nullafacenti era “inamovibile” ed hanno continuato a nulla fare. Ci dica Fini ora come fare.

    "Mi piace"

  2. man mano che ci si addentrerà nei meccanismi attuativi del federalismo fiscale emergeranno problemi e aspetti tecnici di difficile (anche se non impossibile) soluzione.
    ma il vero problema è quello che tu metti in evidenza: diverse risorse umane per lo stesso prodotto
    e così si scoprirà ciò che è già evidente sul piano storico: che l’italia è già divisa a fettine ben prima del federalismo
    grazie per la riflessione
    paolo ferrario

    "Mi piace"

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione