Google non smette mai di creare nuovi servizi, e questa volta sembra aver deciso di fare concorrenza agli economisti “ufficiali” creando un proprio indice dei prezzi e segnalare così le variazioni dell’inflazione in tempo reale.
Il Google Prices Index si basa sui prezzi dei beni venduti online e, raccogliendo i dati praticamente in ogni momento, si aggiorna molto più rapidamente del Consumer Price Index, l’indice ufficiale americano.

Ottima idea,geniale come al solito e realizzabile solo in un paese dall’elevata identità e coscienza sociale, con tutti i suoi difetti naturalmente.Non sono particolarmente filo-americano, sostengo che alcuni fenomeni accadono soli lì. Quanto al reale tasso d’inflazione, l’inflazione programmata usata da noi ed al quale sono legati i nostri stipendi e quindi consumi è una mistificazione colossale. Il giorno dopo l’avvento dell’euro il cui tasso di conversione è stato pilotato, il cambio reale applicato nelle pizzerie “regolari” è stato 1€=1.000 lire. Quando mai abbiamo pagato una birra media 3,50€, ovvero 7.000 lire?. Francia a Germania idem. Un forum/sito che accolga le segnalazioni dei consumatori/clienti sarebbe benvenuto anche da noi.
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per l’euro: troppo tardi, ormai.
ma in quel periodo è già stato un miracolo essere entrati nell’area euro.
la destra italiana era contro. già: preferivano che l’italia si associasse alla libia di gheddafi, come si è visto di questi tempi.
il vero fatto – che gli economisti non spiegano – è che le economie dentro la globalizzazione NON FUNZIONANO PIU’ COME HANNO FUNZIONATO NEI DUE SECOLI PRECEDENTI
ascolta, emilio.
scrivo anche su questo sito:
http://www.muoversinsieme.it/comitato-scientifico-stannah/autori/paolo-ferrario.html
mi piacerebbe (e sarebbe benvenuto sul sito che per continuare a funzionare dipende dagli accessi e commenti) avere lì quelche tuo commento
in ogni caso, grazie per le tue visite.
mi piacerebbe incontrarti di persona, magari questa estate, sul lago
ciao
paolo ferrario
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