Lionello Cosentino (Pd) e Raffaele Calabrò (Pdl), su federalismo, finanziamento e governance del sistema sanitario

Mentre Governo e Regioni stentano a trovare la quadra sui costi standard sanitari, in Parlamento potrebbe nascere un asse inedito tra Maggioranza e Opposizione finalizzato a tracciare una road map che eviti il rischio di una polarizzazione dei livelli sanitari, già oggi così difformi nel Paese.
La sede del confronto è quella della Commissione Igiene e Sanità del Senato che ieri ha avviato la discussione su una proposta di Risoluzione, messa a punto da Lionello Cosentino (Pd) e Raffaele Calabrò (Pdl), su federalismo, finanziamento e governance del sistema sanitario, con lo scopo, si legge, di offrire un “contributo propositivo per lo sviluppo e l’ammodernamento del Ssn”.


Punto di partenza è la delicata fase di passaggio dalla legge delega, n. 42 del 2009, all’adozione del D.lgs  sui costi e i fabbisogni standard nel settore sanitario. Uno scenario che, per il senatore dell’Opposizione, deve essere affrontato tenendo ben presente da un lato il diritto dei cittadini a ricevere le stesse cure e i Lea  in eguale misura in tutto il territorio, dall’altro i doveri della Regioni, ossia utilizzare le risorse con efficienza ed appropriatezza, evitando sprechi e cattiva gestione. Un equilibrio che, per Cosentino, potrà esser rispettato solo a patto che sia mantenuto il livello di finanziamento concordato tra lo Stato e le Regioni per garantire i livelli standard di salute all’interno del sistema sanitario.

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occorrerebbe orientare le Regioni a criteri di riparto delle risorse finanziarie non più legati a indicatori come il numero e l’età della popolazione, bensì a parametri condivisi, chiari e oggettivi, nel rispetto del principio di uguaglianza dei cittadini.

Ma c’è un altro grande tema sul tappeto che il Parlamento non può ignorare e sul quale, ha aggiunto l’altro relatore Raffaele Calabrò, occorre un’attenta riflessione: il delicato rapporto tra l’autonomia delle Regioni in campo sanitario e lo Stato nel suo ruolo di garante dei Lea.
In questo quadro, per Calabrò, il federalismo fiscale, lungi dal configurarsi come un meccanismo in grado di amplificare il divario già esistente tra il Nord e il Sud del Paese, si pone come una grande opportunità per valorizzare un’efficace interrelazione istituzionale tra i diversi livelli di governo.
In particolare, il senatore della Maggioranza ha puntato i riflettori sul  sistema di finanziamento delineato nello schema di decreto legislativo sui fabbisogni e i costi standard, attualmente all’esame della Conferenza Stato-Regioni “La scelta del livello dei fabbisogni  – ha detto – deve tenere conto delle priorità legate alle esigenze di natura assistenziale, ed in quanto tali ascritte alla competenza statuale. In tal senso, paventa il rischio che l’avvio a regime del meccanismo basato sui costi standard a partire dal 2013 possa, se non accompagnato dagli opportuni aggiustamenti, determinare livelli di finanziamento complessivamente più bassi rispetto a quelli attuali”.
Per quanto riguarda i meccanismi di riparto, Calabrò ha rimarcato la necessità che siano definiti criteri chiari e precisi tra i quali, oltre all’età anagrafica, quello della corretta quantificazione della popolazione, tenendo conto della migrazione interna al Paese, nonché dell’importanza, sul piano dei costi sanitari, della condizione socio-culturale della popolazione.

Il dibattito è aperto. La meta, è ricevere l’adesione del Governo. Anche se il percorso non sembra in discesa. Infatti, il sottosegretario Francesca Martini, pur auspicando che la Commissione riceva il placet del Governo,  qualche “perplessità”  l’ha già manifestata in particolare sul fatto che nella determinazione dei criteri per pesare la spesa pro-capite si possa, come richiesto dai relatori, tener conto dei fattori di povertà e di deprivazione culturale e sociale. Fattori che, a parere del sottosegretario, risultano troppo vasti e di difficile definizione.

da: QS – Quotidiano Sanità: governo e parlamento – Federalismo. Il Parlamento prova a dire la sua sui costi standard.

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