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A provare a dettare le strategie uguali per tutti del futuro della nostra sanità federale è l’ultimissimo Piano sanitario nazionale 2011-2013, anticipato su «Il Sole 24 Ore Sanità» n. 43/2010. Un documento cruciale di programmazione (l’ultimo risale al triennio 2006-2008) di 114 pagine che il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha consegnato alle Regioni nei giorni scorsi per avere il loro via libera. Un appuntamento fisso, questo del Piano, che diventa un’occasione per provare a tracciare nuove rotte, sperimentazioni, ma anche linee comuni per tutto il Ssn. Tanto che il nuovo documento si autodefinisce come «l’elemento di garanzia dell’uniforme applicazione degli obiettivi», ma anche dei Lea: i livelli essenziali di assistenza, le cure cioè che vanno garantite a tutti «a livello nazionale». Sul piatto ci sono circa 1,5 miliardi all’anno da ripartire tra le Regioni a cui spetterà il compito finale di dare concretezza a queste strategie.
Le sfide sono note: domanda di salute crescente, invecchiamento della popolazione, aumento dei malati cronici, risorse scarse. In una parola: sostenibilità. Che va garantita «attraverso un sistema di governance multilivello (nazionale, regionale e aziendale) capace di assicurare un costante equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti». E di recuperare efficienza, soprattutto nelle Regioni in rosso. Le criticità sono evidenziate con chiarezza: l’«inappropriatezza» di alcune prestazioni ospedaliere, legate all’«organizzazione ancora insufficiente della medicina generale» e del livello territoriale; le lunghe liste d’attesa; l’ingiustificato livello di spesa farmaceutica per abitante di alcune Regioni; un livello qualitativo dei servizi molto differenziato.
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da: Piccoli ospedali da riconvertire – Il Sole 24 ORE.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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