I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e di proposta

altCittalia in collaborazione con l’ANCI – Area Welfare, Scuola e Immigrazione ha presentato la ricerca “I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e proposta”, nel corso della Conferenza Nazionale della Famiglia tenutasi dall’8 al 10 novembre a Milano. Il documento parte dall’analisi della situazione attuale delle famiglie italiane facendo il punto sulle politiche adottate dai Comuni. Le prime evidenze che emergono riguardano l’attuale riduzione degli aiuti alle famiglie rispetto agli anni passati con la consapevolezza, però, che la famiglia è quella “micro comunità” in cui si forma la personalità dell’individuo. L’applicazione del principio di sussidiarietà e la collaborazione tra il cittadino e la PA locale, potrebbero essere i punti dai quali partire per rimettere in piedi la famiglia. Passare, dunque, dall’approccio puramente assistenzialista ed emergenziale a policy che vanno applicate nell’ottica della prevenzione di situazioni di disagio. Questo è l’impegno dell’ANCI.

Le criticità riscontrate
Si legge nel documento che le famiglie sono sempre più “strette” con un invecchiamento della popolazione e una diminuzione delle nascite. Nel 2009, infatti, si contano circa 25 milioni di famiglie, 2 milioni in più rispetto al 2003 (+9%) ma risultano, appunto, sempre più “strette”. Questo vuol dire che il nucleo familiare tende a ridursi; si compone, infatti, di 2,41 persone, cioè il 4,4% in meno rispetto a sette anni fa (quando il nucleo familiare era composto da 2,52 persone). Ciò dipende anche dal basso tasso di natalità nonché dall’aumento dell’età media. Al sud, precisamente nelle aree del napoletano e in alcune zone della Puglia e della Sicilia, si registrano nuclei familiari più numerosi rispetto al nord con l’eccezione dei Comuni del lombardo-veneto (escludendo i capoluoghi di regione) e delle zone alpine del Trentino-Alto Adige. Il tasso di natalità, seppur in lieve aumento per la presenza di popolazione immigrata (+0,1 per mille), risulta essere al 2009 pari a 9,43 rispetto al valore medio di inizio decennio pari a 9,53. Inoltre, il tasso di natalità della popolazione straniera risulta ancora superiore rispetto a quello della popolazione residente: 18,42 contro 9,43. A ciò è da aggiungersi la situazione di difficoltà in cui le famiglie più numerose si vengono a trovare. Nel nostro Paese sono circa 2 milioni e 657 mila le famiglie in condizione di povertà relativa, il 13,1% dell’intera popolazione. Al nord la situazione è pressoché stabile  rispetto al 2000 (dal 5% circa al 4,9% nel 2009), al centro, invece, l’incidenza della povertà relativa aumenta nelle famiglie in cui il capofamiglia è un operaio (dal 7,9% del 2000 all’11,3% del 2009), mentre al sud il picco di povertà è stato toccato tra il 2007 e il 2008 sfiorando il 24%. Mentre la popolazione in condizione di povertà assoluta è circa il 4,7% delle famiglie residenti, ben 1.162 mila prendendo il 2009 come anno di riferimento.

Il sistema socio-sanitario, come quello previdenziale sono messi a dura prova dalla forte crescita dell’indice di dipendenza tra popolazione in età attiva e inattiva. Il problema della denatalità e dello scarso numero di servizi destinato alla prima infanzia e alla famiglia si ricollegano anche al basso tasso di disoccupazione delle donne. Basti pensare che il tasso di disoccupazione femminile tra le donne attive (15 – 64 anni) è pari al 47,7% nel 2008 inferiore di circa 12 punti percentuali rispetto al dato europeo (Ue a 27) che si attesta sul 59,1%.

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per servizi alla famiglia con una scarsa diffusione di forme di lavoro part-time, ad esempio, che permettano di conciliare la vita familiare con quella lavorativa. Per l’anno 2011, per di più, le risorse destinate alle famiglie sono state ridotte, solo per fare un esempio, in base al disegno di legge 3778 (legge di stabilità 2011), al Fondo per le politiche della famiglia sono stati destinati 52,466 milioni di euro, mentre nell’anno 2009, il fondo ammontava a ben 186,571 milioni di euro. Per questo bisogna ripartire dalla rete locale, al centro della quale si pone il Comune, come quella realtà amministrativa più prossima al cittadino che ne conosce i bisogni e le problematiche.

Il nuovo approccio alle politiche familiari
Per ripartire e porre al centro della rete locale la famiglia bisogna concepirla come un bene comune dell’intera comunità e come tale si configura come un vero e proprio attore politico. L’impegno dell’ANCI può essere tradotto nella volontà di:
1. superare l’approccio emergenziale con la concreta applicazione del principio di sussidiarietà sia orizzontale che verticale, questo vuol dire coinvolgere e “favorire” le organizzazioni del privato sociale, del terzo settore e le reti associative familiari;
2. puntare alla promozione di ambienti “family friendly”;
3. puntare ad una nuova politica fiscale che tenga conto del “carico familiare complessivo” aiutando le famiglie più numerose che sono anche quelle più colpite dalla povertà;
4. sostenere la formazione di nuove famiglie attraverso programmi di social housing;
5. infine, incentivare meccanismi di monitoraggio e valutazione dell’impatto familiare (VIF) per verificare gli effetti, in anticipo, delle politiche adottate ai diversi livelli di governo.

Per questa serie di ragioni, l’ANCI intende incoraggiare la nascita di vaste reti locali tra le forze sociali, culturali ed economiche in cui sia possibile l’effettiva applicazione di politiche familiari. Al centro delle stesse si pone il Comune come quella realtà territoriale in cui si concretizza l’incontro tra sussidiarietà orizzontale (tra istituzioni e cittadinanza attiva) e verticale (tra i livelli di governo). Molte iniziative, che vanno in questa direzione, sono state realizzate da vari Comuni  in collaborazione con le famiglie stesse e le reti associative, nello specifico, si parla di Centri per la famiglia come pure la realizzazione di corsi dedicati ai genitori  per educare i bambini al corretto uso delle nuove tecnologie ecc. L’ANCI si impegna a raccogliere e diffondere dati e informazioni su queste best practice affinché quelle realtà comunali ancora lontane da sperimentazioni del genere possano replicarle sul proprio territorio.

Scarica il documento (Pdf)

Articoli correlati

da I Comuni e le politiche familiari. Spunti di analisi e di proposta.

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.