Le città paradigma dei tempi: La questione della sicurezza si coniuga con la loro stessa vivibilità

Le città assumono un ruolo sempre più importante all’interno del Sistema Paese e cambiano con il mutare dei tempi. La questione della sicurezza si coniuga con la loro stessa vivibilità: un parallelismo non solo italiano, ma diffuso in tutti i centri urbani del mondo. La sicurezza è connessa a questioni che riguardano la tenuta del tessuto protettivo, lo sviluppo del tessuto urbano, la riqualificazione dei centri storici, il degrado delle periferie, l’inclusione sociale. Occorre allora agire in modo sinergico per realizzare un costante miglioramento nella progettazione dell’urbanistica, nella gestione e nella cura di tutte le città.

La percezione dei cittadini riguardo alla sicurezza delle propria città
L’indagine sulla sicurezza dei cittadini è stata condotta dall’Istat per la terza volta allo scopo di conoscere il fenomeno della criminalità attraverso il punto di vista della vittima. Lo studio riferito agli anni 2008-2009 permette infatti di valutare il “sommerso” di un gran numero di reati e di identificare i gruppi di popolazione più a rischio (il profilo delle vittime, come dove e quando queste hanno subito il reato, relazione con l’autore del reato stesso e i fattori di rischio come ad esempio lo stile di vita, l’abitare in una determinata zona, l’età ecc.). Viene inoltre offerto il quadro della percezione soggettiva della sicurezza come la preoccupazione di subire i reati, del rischio avvertito della criminalità della zona in cui si vive, del rapporto con le forze dell’ordine e delle strategie messe in atto dalle singole persone come dalle famiglie per difendersi. I reati presi in esame sono in particolare: lo scippo, il borseggio, il furto di oggetti personali, la rapina, la minaccia e l’aggressione, la clonazione della carta di credito, la truffa, il furto dei veicoli e delle parti di veicolo, il furto di oggetti dai veicoli, il furto in abitazione e l’ingresso abusivo, gli atti di vandalismo, il  furto e il maltrattamento di animali. Dalla stima è invece esclusa la violenza contro le donne che, richiedendo una metodologia d’indagine particolare, viene rilevata con specifiche analisi. I precedenti studi dell’Istat nell’ambito dei suddetti reati e della percezione da parte delle vittime rispetto alla sicurezza/insicurezza sono stati effettuati negli anni 1997-1998 e 2002. La nuova indagine, rispetto a quelle trascorse, rileva alcune nuove tipologie di reati come la clonazione delle carte di credito, le truffe e le frodi informatiche. Lo studio è stato effettuato su un campione di 60 mila individui di 14 anni e più intervistati su tutto il territorio nazionale con tecnica telefonica.  Il 5,7 per cento degli intervistati ha subito, negli ultimi 12 mesi precedenti l’intervista, reati contro la proprietà (scippi, borseggi e furti di oggetti personali di altro tipo) o reati violenti (minacce, aggressioni, rapine), mentre il 16,2 per cento delle famiglie ha subito reati relativi ai veicoli (furti, tentati furti, atti vandalici ecc.) o reati riguardanti l’abitazione. Tra gli illeciti contro la proprietà subiti dagli individui, al primo posto si collocano i furti di oggetti personali (2,2 per cento), seguiti dai borseggi (1,6 per cento) e dagli scippi (0,5 per cento). Tra i reati violenti sono più numerose le vittime di minacce (0,9 per cento), seguono quelle di aggressioni (0,6 per cento) e di rapina (0,4 per cento). Le famiglie subiscono in primo luogo il vandalismo sui veicoli (7,8 per cento), seguono il furto di biciclette (3,8 per cento), di parti di auto o camion (2,9 per cento), il furto di motorini (2,8 per cento), delle sue parti (2,1 per cento), la sottrazione di oggetti nei veicoli (2,1 per cento), di moto (1,8 per cento) e di automobili (1,7 per cento). Seguono gli atti di vandalismo contro l’abitazione (1,4 per cento), i furti in abitazione principale (1,1 per cento) e il furto di oggetti esterni all’abitazione (0,9 per cento); vengono inoltre maltrattati, feriti o uccisi al 2,6 per cento delle famiglie che ne possiedono.

Al Sud si subiscono di più le rapine (0,8 per cento), gli scippi (0,7 per cento), le minacce (1,2 per cento), i furti del veicolo (4 per cento furti di moto o motorino, 2,5 per cento furti di auto e camion) e delle parti di veicoli (4,6 per cento sottrazioni di parti di auto e camion, 2,7 per cento di parti di moto e motorino). Al Centro e la Nord si subiscono furti di oggetti personali senza contatto (2,7 per cento al Nord-Ovest), borseggi (2,1 per cento al Centro) e furti nella prima casa (1,5 per cento al Centro e 1,3 per cento al Nord), nonché furti di biciclette (5,1 per cento al Nord-Est). Campania e Lazio sono in vetta alla graduatoria per tutti i tipi di reato. Nei grandi comuni è maggiore la probabilità di subire scippi (1,3 per cento), borseggi (3,1 per cento), furti dei veicoli (sottrazioni di moto e motorino 4,9 per cento, furti di bicicletta 4,8 per cento, furti di auto o camion 3,3 per cento) e delle loro parti di auto o camion (4,3 per cento, di moto o motorino 3,7 per cento) e atti di vandalismo contro i veicoli (12,4 per cento), nonché contro l’abitazione (1,9 per cento). Secondo il campione intervistato per questa indagine i fattori che spingono a denunciare sono l’ammontare delle perdite economiche (quando il valore dei beni rubati supera i 500 euro viene denunciato nel 90 per cento dei casi, il furto in abitazione viene denunciato dall’84,5 per cento, il borseggio viene denunciato dall’83,1 per cento, lo scippo dal 65,8 per cento). La percentuale di denunce in seguito all’aggressione raggiunge il 53,6 per cento in presenza di ferite. Nel caso di furto di carte bancarie ed assegni vengono denunciate il 100 per cento delle rapine, il 91,1 per cento degli scippi, l’87,3 per cento dei borseggi e l’86,4 per cento dei furti di oggetti personali, nel caso di furto di documenti le rispettive denunce sono tutte superiori all’80 per cento. I motivi della non denuncia variano per tipo di reato. La scarsa gravità del fatto è una ragione segnalata, l’inutilità della denuncia alle forze dell’ordine in gran parte legata alla difficoltà ad operare in assenza di elementi certi e d’informazioni sull’autore è sottolineata dalla maggior parte delle vittime dei furti.

da Le città paradigma dei tempi.

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