- Una carriera che, come accade spesso nella Lega, passa per la vicinanza al Capo. Belsito non manca mai quando Bossi va in vacanza ad Alassio: lo accompagna al Bar Lido e offre volentieri il palmo della mano per il consueto «diretto» scherzoso del Senatur.
- La Porsche Cayenne di Belsito (ieri, nel garage, ne aveva altre due di Porsche), in sosta nei parcheggi riservati della Questura, non passa inosservata. Lui si difende: «Sono autorizzato per motivi di sicurezza».
- Sul sito del governo risulta dottore in Scienze Politiche. Nel curriculum della Regione, invece, laureato in Scienze della Comunicazione. Lui spiega che i titoli sono stati presi a Malta e a Londra (ma sono istituti non riconosciuti).
- A casa di Ruby Rubacuori spunta, misterioso, un suo biglietto da visita.
- Si moltiplicano gli incarichi: vicepresidente della Fincantieri, consigliere della Filse (la cassaforte della Regione), amministratore della Editoriale Nord (che edita la «Padania»).
- Nel suo curriculum, non esattamente in evidenza, ci sono anche le partecipazioni a due società poste in liquidazione. Un giorno, a Genova, Balocchi lo presenta al presidente dell’Ordine dei Commercialisti: «Il dottor Belsito, che è anche un suo collega». Qualche giorno dopo, il presidente confessa a uno dei presenti: «Ma quale collega, Belsito non è commercialista» … il diploma sarebbe stato preso (o inventato) in una scuola di Frattamaggiore (Napoli) specializzata in «recupero anni»: secondo i carabinieri, il nome di Belsito non era nell’elenco degli esaminandi e la firma del preside non corrispondeva.
- coinvolto in due crac e viene segnalato in un giro di amicizie «pericolose». Davanti ai magistrati ammette anche una bizzarra pratica: «Sì, facevo regali ai finanzieri, ma non mi sembrava una forma di corruzione» …. Umberto Bossi non muove un dito, difendendo anzi Belsito: «È un buon amministratore, ha scelto bene come investire, non in Africa ma in Norvegia».
- I magistrati parlano di fondi per la ristrutturazione della villa di Bossi e per la campagna di Renzo. E di contatti con la ’ndrangheta. Accuse tutte da provare, ovviamente
- A rileggerla oggi, la «Padania», fa una certa impressione. L’inviato ad Alassio, nel 2010 definiva così Belsito: «Un ligure doc. E dunque uno che con i numeri ci sa fare».
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ma porca miseria effettivamente qualcosina si poteva dubitare…
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loro non dubitano. hanno solo certezze di fede che gli derivano da bossi. sono cervelli fidelizzati. e la loro fede indiscussa li rende estremamente simili agli islamici talebani.
ti incollo una basica e preziosa citazione che uso spesso in relazione a questi avvenimenti (diciamo così: quelli per cui chi di spada ferisce di spade perisce):
“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:
Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.
Catone, Distici
nella traduzione di Giancarlo Pontiggia
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