Beppe Severgnini, #mailday, è l’ora di un check-up

1) Non è necessario rispondere a tutte le mail. A meno che il messaggio ricevuto richieda una risposta (per necessità, utilità, diplomazia, buon cuore o buona educazione).

2) Non è scortese rispondere in modo breve. Perché la sintesi (sia benedetta) dev’essere confinata a Twitter, sms o WhatsApp? I Neoampollosi — categoria insidiosa e numerosa—utilizzano uno strumento nuovo e veloce per conservare vecchie, faticose abitudini. Pessima combinazione. Alla larga.

3) Non è vietato rileggere le mail prima di premere «Invio». Un errore ortografico è perdonabile; tre sono irritanti; dieci, vergognosi. La rilettura ha due vantaggi: riduce i rischi dell’impulsività e raddoppia il tempo dedicato a ogni messaggio (ne spediremo meno, avvicinandoci a quota 36).

4) Non è opportuno mettere in copia (cc) tutti i famigliari, metà degli amici, un terzo dei colleghi, un decimo della popolazione italiana. Le email che presentano liste infinite di destinatari sono sospette. Che valore può avere una cosa che dici a tutti, caro R.?

5) Non è elegante usare troppo spesso la copia nascosta(bcc). Ci sono occasioni in cui è utile; ma l’operazione resta delicata, e può diventare truffaldina. È come quando, a scuola, si mostrava all’amico del cuore i bigliettini della ragazza; senza informarla, naturalmente.

6) Non è onesto caricare le mail di inutili allegati. Sempre più spesso, infatti, riceviamo i messaggi su dispositivi mobili. Leggere «Vuoi scaricare gli allegati?», rispondere «Sì» e ritrovarsi a guardare cinque foto di gatti in alta risoluzione è irritante. Anche per i felini in questione, se il mittente li avesse interpellati.

7) Non è salutare ricevere/ spedire posta come prima attività al mattino e ultimo gesto della sera. Avanti, aprite la casella «posta inviata» e controllate l’orario. Se il primo messaggio segna 07.22 e l’ultimo 00.16, preoccupatevi. Lettura, meditazione, sesso, tisane, dvd e buona televisione: quante cose da fare la sera, prima di addormentarsi. Caffè nero, pensieri chiari, sguardi dalla finestra, giornali quotidiani (oh yes), affettuosità familiari: sono molte le attività degne del primo mattino.

8) Non è dignitoso tempestare di mail una persona, anche se l’avete sposata e/o ne siete innamorati, se la stimate o avete bisogno di lei. Un messaggio di posta non è invadente come un sms, l’ha stabilito anche la Cassazione. Ma i dispositivi mobili segnano il numero di messaggi in arrivo. Se il circolino rosso sopra il simbolo della posta dice «88», e tutti i messaggi sono di Ottavio, lei ha un problema, signorina.

9) Non è obbligatorio spedire una mail. Ci sono anche i buoni, vecchi sms. Il telefono (mobile e fisso). I biglietti. I post-it. Le visite personali. Le sane, vecchie urla da una stanza all’altra.

10) Ignorate ognuna di queste regole se vi induce a fare cose sciocche, dannose e imbarazzanti. Non è vietato inviare mail alle quattro del mattino, a patto d’esser sobri. Ma dev’essere un’eccezione. Se fosse la norma, avete un bioritmo strano e un partner santo. Probabilmente, tutt’e due.

da    #mailday, è l’ora di un check-up Quante ne spedisci ogni giorno? – Corriere.it.

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