Alina Marazzi Tutto parla di te (Mir Cinematografica), con il quale la regista, nel suo stile, affronta il delicato tema della maternità percepita come momento di radicale cambiamento nella vita di una donna, un passaggio segnato dall’amore e dalla gioia per la nascita di un figlio ma anche dall’ansia di inadeguatezza e dai timori che suscita la scoperta di rinunce e sacrifici che occorre accettare in termini di libertà individuale.
La pellicola, ispirata anche da una ricerca effettuata sulle testimonianze autobiografiche conservate presso l’Archivio diaristico, consolida un rapporto culturale nato nel 2007 con il film-documentario Vogliamo anche le rose, presentato al 60° Festival di Locarno e uscito nelle sale nel marzo 2008, nel quale la regista ha raccolto le voci in soggettiva di tre donne attraverso i loro diari tratti dall’Archivio, per raccontare la rivoluzione vissuta e realizzata dalle donne negli anni 60-70. «Da quando sono stata per la prima volta all’Archivio dei diari di Pieve nel lontano 2003, invitata a presentare il mio Un’ora sola ti vorrei, l’Archivio è diventato uno dei miei luoghi del cuore, un passaggio – volutamente e piacevolmente – obbligato, ogni qualvolta concludo un film e ho in testa di iniziarne uno nuovo» ha dichiarato Alina. «I miei racconti filmici iniziano sempre con una pagina di diario; a partire da quello di mia madre, attraverso i diari “delle rose” delle donne degli anni 70, per approdare alle pagine delle mamme in blues ritratte nel mio ultimo Tutto parla di te, questi ultimi trovati all’Archivio. Sono le parole vere affidate alle pagine manoscritte e lì conservate amorevolmente, che mi ispirano, che mi portano ad immaginare storie e percorsi, che mi accompagnano nel processo creativo di ognuno dei miei film. L’unico “pericolo” dell’Archivio è che, una volta entrati, è difficile uscirne, tante sono le storie che si vorrebbe leggere e che si vorrebbe portare sullo schermo!».
L’uscita del film di Alina Marazzi ci offre l’occasione per segnalare l’avvio della collaborazione fra Archivio dei diari e Mir Cinematografica.
il sito del film
la scheda del film sul sito Mir Cinematografica
