Islamismo politico. Giuliano Ferrara, Con l’islam è guerra di religione: AUDIO da Radio 24/il sole 24 ore e da Il Foglio 5 settembre 2014

AUDIO di Giuliano Ferrara:

gli argomenti usati:

  • la guerra di religione c’è e l’hanno dichiarata loro
  • il credo musulmano si costruisce in termini politici: maometto era un capo politico
  • per loro c’è la sharia
  • c’è il fatto polarizzante che , per loro, noi siamo i nemici
  • non esiste l’islam moderato
  • l’occidente fa troppo poco per difendersi
  • l’11 settembre non è un incubo: è una realtà: decisione di distruggere un simbolo della cultura occidentale
  • loro odiano i nostri modi di pensare e, odiandolo, vogliono distruggerlo
  • come reagire: via la sharia dall’inghilterrra; rimpatrio per coloro che non rispettano le nostre regole; difendere i nostri territori

“So di dire qualcosa di sconcertante ma non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un’idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore”.

è in corso “un crudele gioco di intimidazione in cui la palma della vittoria in battaglia è già conquistata dall’islam, la religione che ha tappato la bocca a un Papa di Roma, che ha reso riluttante e timido un potere imperiale e internazionalista come quello americano”.

“Guerra al terrore o al terrorismo va bene, se è per il marketing politico, ma nella definizione, peraltro respinta dai riluttanti e dagli umanitari in quanto espressione bellicista, sta un equivoco colossale, Noi l’avevamo sospettato e lo gridammo come atroce verità quando pubblicammo come un Caravaggio la testa mozzata di Nick Berg o raccontammo la storia di Daniel Pearl, decollati entrambi in nome del Misericordioso, ma è un sospetto scorretto, una verità intollerabile: è questa una guerra di religione, della cui ferocia ultimativa e coesiva, appunto religiosa, solo un fronte è consapevole, il loro”

….

“Piacerebbe a tutti noi poter pensare che il patibolo nel deserto sia una macabra messinscena, uno spettacolo di violenza demenziale e cieca, invece è una rappresentazione corrusca, che lascia balenare un suo fuoco luminoso e insieme accecante”.

“Bernardo Valli continua a insinuare analiticamente che (..) tutto derivi dall’errore di George W. Bush, Cheney e Rumsfeld, che i nostri nemici li abbiamo creati sciaguratamente noi, che il Baath iracheno era laico e ora i suoi generali sconfitti militano con lo stato islamico per nostra responsabilità, che il campo profetico maomettano non è fatto di nemici in nome di Dio ma di una “stragrande maggioranza” di amici nostri che vorrebbero non il Califfo ma un qualche dialogo interreligioso. La buona intenzione c’è tutta, per un commentatore corretto e di sinistra, ma non è così, lo sappiamo”.

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