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FONI AUGUSTA, La relazione con le famiglie al nido. Percorsi di formazione, dialogo e partecipazione, Erickson, 2015

vai anche alla schede dell’editore Erickson: Foni Augusta, La relazione con le famiglie al nido

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Indice

premessa: perché questo libro p. 9

PRIMA PARTE. COME ORIENTARSI?

Capitolo 1. Una conquista sociale che genera apprendimenti p.17

A partire dalla domanda di buona quotidianità per i bambini e le madri lavoratrici p.17

Gli orientamenti per il progetto pedagogico e il progetto formativo p. 20

L’immagine del bambino e di un ambiente di educazione extrafamiliare p. 22

L’immagine di educatrice, l’avvio del gruppo di lavoro e della formazione in servizio p. 23

L’avvio di una nuova professionalità: la pratica della progettazione p. 28

Temi trasversali p. 32

La percezione dei bambini concreti p. 33

La costruzione degli standard di funzionamento del servizio p. 35

I rumori di fondo. La nascita di una formatrice: dalle perplessità alle domande p. 36

 

SECONDA PARTE. CHE COSA SUCCEDE ALLE EDUCATRICI E AI GENITORI IN QUESTI SERVIZI?

Capitolo 2. Che cosa significa per le educatrici lavorare nel nido? p.47

Lavorare con i bambini p. 49

Le colleghe, il gruppo di lavoro, le figure di coordinamento p. 54

Le educatrici come donne e come madri p. 60

I rapporti con le famiglie dei bambini p. 63

Un lavoro difficile da rappresentare e la ricerca di riscontri p. 71

 

Capitolo 3. Operatrici e famiglie. Persone e ruoli all’interno di un servizio p.75

Le educatrici sono operatrici di un servizio p. 75

La gestione delle regole p. 78

Diventare utenti p. 82

I percorsi dei genitori p. 84

Le asimmetrie strutturali tra famiglie e figure professionali p. 88

 

TERZA PARTE. LA FORMAZIONE IN SERVIZIO COSTRUISCE ESPERIENZA

Capitolo 4. Lo spazio per acquisire uno sguardo diverso p. 93

I percorsi di negoziazione p. 94

L’affidabilità reciproca per una collaborazione a più voci p. 94

Le mete raggiunte e quelle da raggiungere p. 95

La domanda e le aspettative del personale p. 96

Le esplorazioni e le aspettative dei formatori e delle formatrici p. 96

Le strategie di integrazione p. 101

Le donne adulte hanno un’esperienza cui possono attingere p. 101

Il riconoscimento reciproco tra la formatrice e le partecipanti p. 104

L’accompagnamento di transizioni difficili p. 106

Un tirocinio a riconoscere e nominare quello che si fa p. 108

L’esercizio di un pensiero flessibile p. 109

Le ambivalenze del lavoro di cura p. 113

Le piattaforme continentali: la maternità e la paternità, il lavoro extradomestico delle donne p.116

Nuove possibilità, accoglienza e sicurezza per tutte p. 120

Il valore delle risorse personali p. 121

Qualche interrogativo sulla valutazione p. 124

Capitolo 5. Per facilitare le relazioni tra le educatrici e le madri p. 127

Un setting che facilita una maggiore identificazione con le madri p. 127

Una percezione più concreta per uscire dall’idealizzazione p. 129

Educatrici, madri, formatrici, bambine e bambini: un gioco di specchi p. 133

Un incontro di saperi sull’infanzia p. 138

 

QUARTA PARTE. PROSPETTIVE DI FORMAZIONE. TRA QUELLO CHE C’E’ GIA’ E QUELLO CHE STA NASCENDO

Capitolo 6. Un laboratorio di spazi comunitari p. 143

Una identità più dinamica e dialogante p. 143

Sapersi collocare per comunicare e cogliere opportunità nuove p. 148

Pratiche di aggregazione sociale p. 149

Un’organizzazione che si interroga p. 153

Le risposte personalizzate del servizio p. 153

Partecipazione o partenariato delle famiglie? p. 155

Processi conocitivi e partecipativi dentro l’organizzazione p. 158

Ripensando alle proposte formative p.159

 

BIBLIOGRAFIA p.165


scrive AUGUSTA FONI:

In un libro appena uscito (A.Foni, La relazione con le famiglie al nido. Percorsi di formazione, dialogo e partecipazione, Erickson, 2015 – collana “Nido d’infanzia”) ho scritto il senso della mia esperienza di formazione in servizio nei nidi, iniziata negli anni ’70 nella costruzione collettiva di una nuova offerta educativa e sociale, sviluppata poi in rapporto ai contesti concreti in cui ho lavorato. Spero che l’idea sia produttiva anche per una trasmissione e uno scambio intergenerazionale.

I problemi che mi sono trovata ad affrontare hanno richiamato sempre di più la mia attenzione su un aspetto che da sempre comporta difficoltà e opacità per le educatrici, cioè le relazioni con le famiglie e in particolare con le madri dei bambini. Contemporaneamente, mi hanno spinto a interrogarmi sulle modalità e sull’efficacia delle mie proposte formative.

La dotazione pedagogica di partenza mi aveva fornito alcuni strumenti fondamentali, ma le ambivalenze e gli impliciti di tante situazioni sono risultati più chiari da quando ho incominciato a meticciare sguardi diversi per orientarmi e ripensare con il personale di questi servizi le relazioni con le famiglie. Contributi decisivi a questo proposito mi sono venuti via via dalla cultura dei servizi che si è sviluppata negli ultimi decenni del ‘900 nel nostro paese, dall’approccio psicosociologico e dagli studi sulle donne.

Il libro segue il filo di una esperienza concreta, la mia, quella di una formatrice che scopre la dimensione soggettiva della propria professionalità interagendo con un ambiente di donne e di relazioni complesse che nella prescrittività dei manuali non trovano di solito espressione e riconoscimento organizzativo.

La formazione può essere in questo modo riformulata come accompagnamento alle transizioni difficili affrontate dalle operatrici collocate all’interno di servizi tuttora ancorati a codici tradizionali e sollecitate dal contatto quotidiano con figure familiari attraversate a loro volta da profonde trasformazioni.

Altri suggerimenti vengono da buone pratiche che indicano funzioni e temi qualificanti per il tessuto sociale e culturale della comunità.

Il libro è rivolto a chi svolge funzioni di formazione in servizio e di educazione, ma anche di coordinamento, gestione e progettazione nei servizi educativi per l’infanzia. Può offrire peraltro spunti trasversali anche per altri ambiti più ampi.

 


1 commento

  1. […] Qui un articolo dell’autrice […]

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