Di solito questi bambini difficili in classe hanno una diagnosi specifica ADHD , il disturbo da deficit dell’attenzione ed iperattività – che erroneamente viene associata alla normale vivacità infantile, ma che invece è qualcosa di profondamente diverso. Si tratta di un disturbo – che ha una sua base neurologica – che combacia con una difficoltà a mantenere la concentrazione su un qualsiasi compito, una continuità – e questo non disturba solo le possibilità di apprendimento Intorno all’ADHD, dal blog proprio e altrui, ma anche le possibilità di socializzazione – perché i bambini da un certo punto in poi hanno attività collettive estremamente sofisticate per portare avanti le quali occorre una capacità di concentrazione che in loro è continuamente squadernata, disorganizzata – per cui, alla fine non riescono a fare amicizia, e sono isolati rispetto al gruppo dei compagni.
A qualsiasi genitore oggi, capita con regolarità di avere a che fare nella classe del proprio figlio con un bambino che viene definito come problematico, anche se l’area problematica sembra di difficile identificazione. Il bambino problematico – o la bambina – di cui parliamo non va bene in molte materie, o in alcune, e questo è il meno. Ma non sta mai fermo, spesso non sta mai zitto: interrompe sempre, è terribilmente irrequieto, vuole uscire in continuazione – oppure propone attività che non ci entrano niente, si alza spesso, disturba i compagni, è agitato. Spesso fa fatica a fare amicizie oppure no, non ne ha alcuna, ma questo dai genitori è registrato poco. Si accorgono invece delle volte in cui è aggressivo – può accadere che aggredisca un compagno, o che sputi a qualcuno, o che scansi rumorosamente un banco. In certe occasioni, quando sono al massimo dell’agitazione, questi bambini…
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