JAMES HILLMAN: L’ultima intervista. “STO MORENDO, MA NON POTREI ESSERE PIÙ IMPEGNATO A VIVERE”

Avatar di rassegnaflpRASSEGNA FLP: materiali da testate generaliste su Freud, Lacan, la psicoanalisi

Al capezzale dello psicoanalista che ha domato il dolore per ragionare sulla propria fine

 di Silvia Ronchey, lastampa.it, 29 ottobre 2011

«Sto morendo, ma non potrei essere più impegnato a vivere». Così aveva scritto, nella sua ultima mail. E così l’ho trovato, quando sono andata a salutarlo per l’ultima volta nella sua casa di Thompson, nel Connecticut, pochi giorni prima che morisse: il fantasma di se stesso, ma incredibilmente vitale; il corpo fisico ridotto al minimo, quasi mummificato, tutto testa, pura volontà pensante. Restare pensante era la sua scommessa, la sua sfida. Per questo aveva ridotto al minimo la morfina, a prezzo di un’atroce sofferenza sopportata con quella che gli antichi stoici chiamavano apatheia: un apparente distacco dalla paura e dal dolore che traduceva in realtà un calarsi più profondo in quelle emozioni. L’unica cosa che contava era analizzare istante dopo istante se stesso e quindi la…

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