Dopo i recenti casi di violenza, si parla sempre più spesso di casi di stupro. Ma è cambiato qualcosa rispetto al passato? – Lara Tomasetta in TPI, 22 settembre 2017

I dati

  • Italia

A inizio settembre, Istat e Viminale hanno reso noti i dati relativi alle violenze sessuali subite dalla donne nel primo semestre del 2017. Prima di analizzare i dati, va precisato che questi numeri – a differenza di altri riguardanti materie ben più indagate – soffrono di una carenza di dati molto elevata: solo il 7 per cento degli stupri viene denunciato, gran parte di essi viene taciuto e, perciò, non può rientrare nelle statistiche ufficiali.

Secondo i dati forniti dal Viminale, nel primo semestre del 2017 nel nostro Paese sono avvenute 2.333 violenze carnali, a fronte delle 2.345 dello stesso periodo 2016. Un calo, seppur minimo c’è.

Gli stupri invece sarebbero sempre lì, fermi nella loro posizione. Il problema esiste. Insomma siamo di fronte a un reato che preoccupa e impone probabilmente interventi più efficaci sia in termini legislativi che giudiziari e culturali.

Bisogna inoltre aggiungere che, tra il 2015 e il 2016, alcuni ricercatori hanno condotto una serie di interviste nell’ambito del progetto “WAVE: Women Against Violence Engagement” sulla violenza sulle donne. Nel documento finale si riferisce che il 27 per cento delle donne italiane hanno subito violenza fisica o sessuale da parte del partner o di un non-partner nella loro vita dall’età di 15 anni.

  • Europa

Secondo un rapporto diffuso nel 2016 dall’agenzia Onu United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women (UN Women), il 13 per cento delle donne spagnole tra i 18 e i 74 anni hanno subito almeno una violenza fisica e/o sessuale da parte del partner nella propria vita, una percentuale che sale al 26 per cento in Francia, al 22 in Germania e addirittura al 29 nel Regno Unito, mentre in Italia è al 19 per cento.

Quanto alle violenze sessuali compiute da un non-partner, la percentuale di donne che ne hanno subita una nell’arco della propria vita, in Italia è del 5 per cento, nel Regno Unito e Germania del 7, in Francia del 9, mentre in Spagna del 3 per cento.

In Italia, tra 2016 e 2017, le cose non sembrano cambiate molto, i numeri vanno interpretati e appunto contestualizzati, ma la problematica degli stupri esiste e non può essere ignorata.

Ma se i numeri sono gli stessi, come mai negli ultimi tempi i singoli casi di cronaca vengono riportati con tanta attenzione e chi è che riceve maggiore considerazione: le vittime o gli aggressori?

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Sorgente: Cosa spinge una persona a commettere uno stupro – TPI

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