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Regione Lombardia: Referendum del 22 ottobre 2017 e federalismo differenziato. L’impegno del PD

La Lombardia avrebbe potuto, senza chiedere nessuna ulteriore autorizzazione e senza alcun costo per i cittadini:
– predisporre un progetto di autonomie rafforzate, indicando con precisione le materie;
– avviare il confronto con gli Enti locali;
– approvare in Consiglio Regionale il progetto di autonomia “rafforzata”;
– chiedere al Governo l’immediata apertura di un tavolo di confronto.

Nulla di questo è avvenuto. Il Presidente della giunta regionale in quattro anni non ha mai chiesto al Governo di aprire la trattativa per il federalismo differenziato. Ha ignorato la disponibilità più volte espressa dal Governo di essere pronti al negoziato. Ha sprecato la disponibilità delle opposizioni di centrosinistra, dei Sindaci dei Comuni capoluogo e dei Presidenti di provincia di affiancarlo in questa fase per dare più forza all’iniziativa della Regione. Ha invece deciso di buttare al vento un’irripetibile condivisione trasversale tra le forze politiche e gli amministratori locali e ha indetto un referendum consultivo basato su un quesito ovvio:

“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”

Questo referendum andava evitato e per questo ci siamo battuti in Consiglio Regionale. E con lo stesso impegno ora ci batteremo affinché questa consultazione non venga strumentalizzata da Maroni e dai partiti che compongono la sua maggioranza. Ci batteremo affinché la campagna referendaria non si trasformi in una campagna elettorale pagata con i soldi dei cittadini. In queste settimane abbiamo assistito a dichiarazioni roboanti sul tema del residuo fiscale, ad annunci sulla sicurezza e ad una campagna di comunicazione sul referendum senza precedenti, già costata un milione e mezzo di euro. Maroni parla di trattenere 54 miliardi in Lombardia, una cifra che è più del doppio del bilancio dell’intera Regione e della legge di stabilità 2016 per l’intero Paese.

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Sorgente: » Referendum e federalismo differenziato. L’impegno del PD


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