Il commento di AGeSPI Lombardia mette in risalto alcuni elementi di grande novità delle normativa, sottolineando nel contempo alcuni punti nebulosi o poco coerenti e avanzando alcuni suggerimenti.
Un totale cambio di paradigma
Occorre dare atto all’Assessorato al Welfare della Lombardia che la Dgr 6164/2017 costituisce un cambio completo di paradigma rispetto al sistema attuale. In breve:
- si passa dal “curare” al “prendersi cura”;
- il paziente non viene “atteso” ma preso in carico da un centro di responsabilità e accompagnato lungo un percorso;
- diventa indispensabile il “dialogo” tra setting diversi;
- dalla “lista d’attesa” si passa all’“agenda di accompagnamento”;
- dall’operatività per singola specializzazione al coordinamento di un percorso;
- si privilegia l’approccio bottom-up, che valorizza i modelli predittivi, correlando le variabili già utilizzate (cronicità principale e numero di comorbilità) con altri dati (quali ad esempio l’età anagrafica, l’indice di fragilità, le condizioni economico sociali, ecc.);
- si delineano modelli gestionali diversificati di cura e di accompagnamento della cronicità;
- occorre la sottoscrizione di un “patto di cura” quale espressione di consenso informato da parte dei pazienti ai fini dell’attuazione di un PAI (Piano Assistenziale Individuale);
- sono predisposte modalità aggiuntive di regolamentazione per individuare i soggetti idonei a gestire la presa in carico.
Una grande sfida
La maggior sfida affrontata, per certi versi temeraria – al riguardo nel proseguimento dell’articolo farò un cenno – è quella di individuare nuove forme di remunerazione dell’intero percorso, alternative alla tradizionale remunerazione a prestazione. Si vuole cioè trasferire nella gestione della polipatologia il sistema dei DRG, in italiano ROD, ossia Raggruppamento Omogeneo di Diagnosi. Esso fu introdotto da Medicare nel 1983 per riuscire a classificare i pazienti, affetti da un fenomeno acuto e dimessi da un ospedale, in gruppi omogenei calcolando l’assorbimento di risorse. Ciò, riducendo al minimo la variabilità nella remunerazione di ciascun episodio di ricovero o di forme alternative alla degenza ospedaliera, permette di controllare e contenere la spesa sanitaria, sia da parte sia delle assicurazioni che del Servizio Sanitario Nazionale.
Probabilmente anche per il suo elevato tasso di novità la Dgr 6164/2017, a giudizio di tutti i gestori che ho avuto modo di sentire, risulta nebulosae con elementi di non totale coerenza normativa, organizzativa e scientifica.
Elementi di perplessità
Gli stessi estensori sembrano essere consapevoli di aver mosso solo alcuni passi, un po’ alla cieca e in un territorio ancora tutto da scoprire. Infatti:
- l’Assessorato, nei confronti avuti con le rappresentanze associative dei gestori, ha ribadito il significato del tutto sperimentale delle disposizioni in merito alla presa in carico dei pazienti cronici e fragili;
- sarà istituito un gruppo di lavoro tecnico presso la Direzione Generale Welfare, coordinato dalla Direzione stessa, con la partecipazione della Direzione Generale Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale e delle ATS, per verificare le varie fasi di attuazione del modello. Ad esso parteciperanno rappresentanze dei MMG, delle Associazioni degli enti erogatori accreditati privati e delle ASST;
- lo stesso Assessore Gallera non ha escluso, nell’incontro dell’8 febbraio scorso, possibili rettifiche della DGR in questione. E nel convegno di Uneba del 17 febbraio ha ripetuto: “È l’inizio di un confronto … se il modello proposto non corrisponde alla realtà provvederemo alla sua revisione”.
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vai alle fonti normative:
Regione Lombardia, DGR 6164 del 30 gennaio 2017 , Governo della domanda: avvio della presa in carico di pazienti cronici e fragili (in attuazione dell’art. 9 della LR n. 23 2015)
