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La nuova disciplina dell’Impresa Sociale, di Visconti Dott. Gianfranco, eBook Fisco Tasse, 2017

La nuova disciplina dell’Impresa Sociale (eBook 2017)

Imprese sociali, start-up a vocazione sociale, impresa agricola sociale, la società benefit e i fondi per l’imprenditoria sociale dopo il Dlgs 112/2017

Dettagli prodotto

Le imprese sociali, le start-up a vocazione sociale, l’impresa agricola sociale, la società benefit e i fondi per l’imprenditoria sociale (EuSEF), 55 pagine + Normativa allegata.

Aggiornato al Decreto Legislativo n° 112 del 2017 sulla riforma dell’impresa sociale.

L’impresa sociale è stata introdotta più di dieci anni fa dal Decreto Legislativo n° 155 del 2006. Essa era una qualifica che le organizzazioni non profit potevano assumere mantenendo la disciplina per esse dettata dalle norme specifiche che le regolano, come, per esempio, la Legge n° 381 del 1991 sulle cooperative sociali e purché l’attività dell’ente consistesse nella produzione o nello scambio dei beni o dei servizi di utilità sociale previsti dal Dlgs 155/2006.

Da ciò è derivato che le conseguenze pratiche di questo Decreto per le organizzazioni non profit (associazioni, fondazioni, comitati) sono state limitate nella pratica, come testimonia il fatto che, dal 2006 al 2017, ne sono nate solo alcune centinaia. Ciò è stato dovuto anche al fatto che la disciplina dell’impresa sociale non prevedeva norme agevolative specifiche sul piano fiscale, per cui se queste c’erano derivavano dalla forma giuridica in cui l’impresa sociale era costituita e non da norme emanate per promuovere proprio tale impresa.

L’innovazione più importante del Dlgs 155/2006 fu nel fatto che anche le imprese in forma di società potevano assumere la qualifica di impresa sociale (le imprese individuali non possono essere “imprese sociali”). In tal modo esse diventavano, assieme alle società cooperative a mutualità prevalente (categoria che, ricordiamo, comprende le cooperative sociali) che non hanno questa qualifica, il trait d’union fra il mondo delle organizzazioni a scopo di lucro (o profit) e quello degli enti senza scopo di lucro (o non profit).

L’impresa sociale ha scisso esplicitamente per la prima volta il nesso fra il concetto di impresa (esclusa l’impresa cooperativa ed, in particolare, l’impresa cooperativa sociale) e quello di scopo di lucro, per il quale l’attività dell’impresa è finalizzata a generare un utile che andrà all’imprenditore o sarà suddiviso fra i soci. In tal modo il legislatore ha preso atto dell’esistenza di forme imprenditoriali ed organizzative volte a perseguire finalità sociali o solidaristiche che operano nel mercato concorrenziale.

Siccome gli enti profit o non profit che hanno assunto la qualifica di impresa sociale sono stati fino al 2017 abbastanza pochi, negli ultimi anni si è tentato un rilancio dell’istituto prevedendo che le imprese sociali, se hanno forma di società di capitali o cooperativa, possono essere “start-up innovative a vocazione sociale” (Decreto-Legge n° 179 del 2012) e che possano essere imprese agricole o cooperative sociali che svolgono anche le attività di utilità sociale previste dalla Legge n° 141 del 2015. Inoltre, la Legge n° 208 del 2015 ha introdotto un istituto simile all’impresa sociale, la “società benefit” che, però, mantiene lo scopo di lucro e quindi non può avere anche la qualifica di impresa sociale. Infine, il Regolamento UE n° 346 del 2013 ha disciplinato i fondi comuni di diritto europeo che investono nelle imprese sociali, i c.d. “fondi EuSEF”. Tutti questi istituti sono esaminati nel presente e-book ai Paragrafi 3, 9, 10 e 11.

Il momento del rilancio di questo istituto sembra essere arrivato col Decreto Legislativo n° 112 del 2017 che, emanato in virtù della delega al Governo contenuta nella Legge n° 106 del 2016 sulla “riforma del terzo settore e dell’impresa sociale”, è appunto quello dedicato alla revisione della disciplina dell’impresa sociale.

Questo decreto, mantenendo fermi i principi sopra esposti dell’abrogato Dlgs 155/2006, vale a dire l’obbligo di svolgere una o più attività di interesse generale a fini di utilità sociale (da cui deve o devono derivare almeno il 70% dei ricavi complessivi dell’ente), la possibilità per qualsiasi tipo di società di diventare impresa sociale e l’assenza dello scopo di lucro (sia pure con qualche eccezione), ha introdotto delle importanti novità che lasciano prevedere nel futuro una certa diffusione dell’istituto.

Indice

1. La qualifica di “impresa sociale” delle organizzazioni non profit e delle imprese in forma societaria riformata dal Decreto Legislativo n° 112 del 2017: cosa comporta e le tipologie di enti a cui si applica.
2. Le attività d’impresa di interesse generale che possono essere esercitate dalle imprese sociali. Il concetto di “principalità” di queste attività.
3. Le start-up innovative a vocazione sociale.
4. L’assenza dello scopo di lucro nelle imprese sociali ed i casi eccezionali in cui queste possono distribuire una quota degli utili o degli avanzi di gestione.
5. La costituzione, la struttura e gli organi dell’impresa sociale. La contabilità, il bilancio civilistico ed il bilancio sociale.
6. Le vicende dell’impresa sociale e la devoluzione del suo patrimonio residuo.
7. Il trattamento dei lavoratori dell’impresa sociale e i controlli esterni su di essa.
8. Il regime fiscale agevolato delle imprese sociali e gli incentivi fiscali per le erogazioni liberali ad esse effettuate. Le altre misure di sostegno economico.
9. L’impresa di agricoltura sociale disciplinata dalla Legge n° 141 del 2015.
10. La “società benefit” introdotta dalla Legge n° 208 del 2015.
11. I fondi di investimento collettivo (o fondi comuni) per l’imprenditoria sociale (EuSEF) disciplinati dal Regolamento UE n° 346 del 2013.

Allegati
1. Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112 – “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell’articolo 2, comma 2, lettera c) della legge 6 giugno 2016, n. 106.”
2. Decreto-Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito in Legge 17 dicembre 2012 n. 221) – “Ulteriori misure per la crescita del paese” (articoli 25 e 29) – AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE START-UP INNOVATIVE A VOCAZIONE SOCIALE –
3. Legge 18 agosto 2015, n. 141: “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”.
4. Commi 376 – 384 dell’articolo 1° ed Allegati 4 e 5 della Legge 18 agosto 2015, n. 208 (Legge di stabilità per il 2016): Disciplina della “società benefit”.


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