La riforma delle pensioni che Luigi Di Maio vuole approvare punta sulla “quota 100”, ovvero la somma di 36 anni di contributi e almeno 64 anni di anzianità. Ma garantire la copertura economica della misura non è semplice e l’estensore del programma gialloverde, Alberto Brambilla, vorrebbe spostare dallo Stato alle imprese l’onere da sborsare per mandare in pensione prima del tempo i dipendenti, come si fa da anni per gestire gli esuberi nel settore bancario. La scelta rischia però di aprire subito lo scontro tra esecutivo e aziende
