Gettando un ponte tra la riflessione filosofica e l’attualità, con prosa asciutta e tagliente Julian Nida-Rümelin tenta di accompagnare il lettore al di fuori della crisi di orientamento alimentata dalle narrazioni dominanti, fornendo con semplicità espositiva gli strumenti minimi per costruire un proprio giudizio etico e politico e per reclamare un dibattito pubblico non viziato dall’evanescenza mediatica. Se l’invito a pensare “oltre i confini” fissa lo sguardo sull’esigenza di una giustizia globale e sullo scandalo dei milioni di essere umani abbandonati al loro destino senza reali ragioni economiche, il coraggio civile, che smaschera gli stereotipi trasversali agli schieramenti politici, non sorvola altezzosamente sui timori delle fasce sociali che, nelle democrazie occidentali, sono più esposte agli esiti di un’integrazione improvvisata. Il percorso verso i postulati di una politica e di un’etica della migrazione non conclude con una presa di posizione scontata contro i confini, ma argomenta a favore della loro legittimità, ribadendo il diritto alla migrazione stessa, ma negando che essa sia la via primaria per risolvere la stridente ingiustizia che domina l’economia mondiale.
Julian Nida-Rümelin è professore ordinario di filosofia e teoria politica all’Università di Monaco di Baviera. È stato ministro della cultura nel primo governo Schröder ed è uno dei più noti intellettuali in Germania. Dopo Democrazia e verità (2015) e Per un’economia umana (2017), entrambi editi da FrancoAngeli, questo è il suo terzo volume pubblicato in traduzione italiana.