SIMONA RIVA, ACQUA DELL’ELBA

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

Un leggero bussare mi scosse dal torpore mattutino: non mi sembrava vero di avere avuto una notte così tranquilla, senza incubi e crampi all’addome. Strano non trovare le lenzuola umide di sudore e stropicciate, il cuscino sul pavimento, preso a pugni durante un sonno tormentato.

Calma e silenzio regnavano nella mia stanza fino a un attimo prima, interrotti dal quel discreto toc toc alla porta. Mi stropicciai gli occhi ancora appiccicati dal sonno e lei entrò sorridendo.

La guardai e ricambiai il sorriso. Aveva obbedito ai miei precisi ordini.

Ben svegliato, dormiglione! Che fatica per trovarlo; era finito proprio sul fondo dello scatolone dei capi estivi, ho buttato tutto all’aria ma l’ho scovato!”

Grazie tesoro, lo sai bene che questo vestitino a pois è il mio preferito. Mi avevi conquistato con quel tessuto leggero e svolazzante; mi faceva girare la testa e tu lo sapevi bene, malgrado la…

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